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Ciontoli ricorso in Cassazione: “Non gli conveniva la morte di Marco”

I legali di Antonio Ciontoli sostengono che l'uomo non voleva la morte Marco Vannini. Presentati due ricorsi in Cassazione.

Antonio Ciontoli

Gli avvocati di Antonio Ciontoli e dei suoi familiari hanno deciso di appellarsi alla Cassazione, presentando due ricorsi per la sentenza di appello bis, emessa il 30 settembre 2020 per l’omicidio di Marco Vannini. Il ragazzo è morto nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 dopo essere stato colpito da uno sparo in casa della sua fidanzata.

Il ricorso di Antonio Ciontoli

Tutti i membri della famiglia Ciontoli sono stati condannati dalla Corte d’Appello d’Assise di Roma per omicidio volontario. Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale, la moglie Maria a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario, così come i figli Martina e Federico. Sono stati presentati due ricorsi, per un totale di 80 pagine.

Un ricorso è per Antonio Ciontoli e un altro per la sua famiglia. La richiesta ai giudici è quella di verificare la questione di legittimità costituzionale dei reati contestati. La famiglia Ciontoli ha un nuovo avvocato, il penalista Gian Domenico Caiazza, che lavorerà insieme agli altri due legali Messina e Miroli. La difesa ha ribadito che, contrariamente a quanto stabilito dalla Corte, la morte di Marco Vannini non conveniva ad Antonio Ciontoli, perché in questo modo non avrebbe potuto portare avanti il suo piano di nascondere lo sparo per questioni di lavoro.

In realtà, nelle motivazioni dell’appello bis, i giudici hanno scritto che “l’unico in grado di porre in crisi la costruzione di un omicidio per colpa era Marco Vannini ed ecco perché il suo decesso, in termini di mera convenienza personale, era da preferire alla sua sopravvivenza“. I legali contestano l’attribuzione del “dolo eventuale” piuttosto che la “colpa cosciente“, ma anche la descrizione di una “condotta omissiva successiva all’esplosione del proiettile“. Secondo loro la famiglia Ciontoli non si sarebbe resa conto della gravità di quanto accaduto e non avrebbe pensato che la situazione potesse degenerare nella morte del ragazzo. Secondo gli avvocati questo è dimostrato dalle “cure improprie e confuse” prestate a Marco. Gli avvocati, per quanto riguarda la situazione della moglie Maria Pezzillo e dei figli Federico e Martina, chiedono la derubricazione in “favoreggiamento personale”, che vista la familiarità con l’imputato diventerebbe un reato non punibile. Entro l’estate potrebbe esserci un nuovo capitolo di questo caso di cronaca.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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