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Emilio Didonè contro Fontana: “La sua macchina regionale non funziona”

"Dopo tanti errori su acquisto vaccini antinfluenzali, ecco la nuova gaffe": così il segretario generale di Fnp Cisl Lombardia critica Fontana.

Didonè contro Fontana
Didonè contro Fontana

La firma della nuova ordinanza da parte del ministro della Salute conferma che Lombardia e Sardegna diventano zona arancione a partire da domenica 24 gennaio. Il segretario generale di Fnp Cisl Lombardia, Emilio Didonè, critica il governatore Attilio Fontana, che a sua volta ha attaccato il Governo, accusandolo di avere manipolato la realtà “a uso propagandistico contro la Lombardia”.

Emilio Didonè contro il governatore Fontana

La Lombardia sarebbe entrata in zona rossa per un errore nella compilazione dei dati. Così migliaia di guariti sono stati conteggiati come pazienti ancora positivi al Covid-19. Per questo motivo, il governatore Fontana ha ricevuto una serie di critiche da parte del segretario generale di Fnp Cisl Lombardia.

Attilio Fontana ha ribadito che “i dati richiesti sono sempre stati forniti con puntualità” e a Roma dovrebbero chiedersi per quale motivo sia stata proprio la Lombardia a segnalare il “mal funzionamento dell’algoritmo che determina l’indice Rt”.

Ma Didonè critica la gestione portata avanti dalla Regione e dichiara: “Presidente Fontana, dopo tanti errori su acquisto vaccini antinfluenzali, ecco la nuova gaffe della “sua” Regione. Invia prima dati sbagliati Covid, poi incolpa il governo per la zona rossa. Evidentemente la sua macchina regionale non funziona. E forse non era tutta colpa degli allontanati…”.

Mentre Iss e Regione Lombardia continuano a scambiarsi accuse vicendevoli, il sindacalista Didonè ha ricordato che per una settimana 10 milioni di persone e decine di migliaia di imprese sono rimaste in zona rossa, con una conseguente perdita di diversi milioni di euro.

“Sembrerebbe per uno sbaglio dell’amministrazione regionale che ha trasmesso dati incompleti all’Istituto superiore di sanità. Confermato anche dal ministro per i rapporti con le Regioni”, ha sottolineato il segretario generale.

Errare è umano e può capitare. Ma bastava assumersi le responsabilità e dire la verità, senza gridare al lupo nei giorni precedenti la zona rossa. Poi incolpare il governo cattivo. E, dulcis in fundo, “inscenare” il ricorso al Tar del Lazio per gettare fumo negli occhi a noi cittadini”, è il commento di Didonè.

“Si è saputo che, per stessa ammissione degli uffici di regione Lombardia, il Pirellone ha fornito dati rettificati rispetto a quelli prodotti precedentemente e che avevano fatto scattare la zona rossa dal 17 gennaio”, ha aggiunto.

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