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Caso Roberta Siragusa: foto Whatsapp con livido sul volto

Nelle indagini del caso Roberta Siragusa è spuntata una foto Whatsapp in cui la ragazza presentava un livido sul volto a giugno.

Roberta Siragusa
Roberta Siragusa

Le indagini sul caso della morte di Roberta Siragusa, ragazza di 17 anni il cui corpo è stato trovato in un burrone a Caccamo, in provincia di Palermo, continuano senza sosta. Gli inquirenti hanno acquisito una foto Whatsapp risalente a giugno, dove la giovane presentava un livido sul volto.

Foto Whatsapp Roberta Siragusa

Pietro Morreale, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha indicato dove si trovava il corpo della sua fidanzata, anche se inizialmente aveva affermato di non saperne nulla. Tra gli atti acquisiti dagli inquirenti è spuntata una foto Whatsapp che vede protagonista la 17enne, con un livido molto evidente sul volto. La foto risale allo scorso giugno e, secondo gli amici ascoltati dai carabinieri, a provocare quell’ematoma sarebbe stato proprio il fidanzato di 19 anni, che da lunedì 25 gennaio si trova in carcere.

Gli amici e le indagini in corso stanno dicendo delle cose molto precise su Pietro Morreale. “Provava un sentimento morboso nei confronti della vittima” hanno dichiarato. Nel corso del tempo ci sono stati altri episodi di violenza fisica da parte del ragazzo, come hanno raccontato gli amici di Roberta Siragusa.

Gli amici della ragazza hanno spiegato che Morreale era appassionato di kickboxing e particolarmente incline alle minacce. Il suo atteggiamento era così morboso nei confronti della fidanzata che era arrivato a “impedirle di frequentare le sue solite amicizie“.

La foto di Whatsapp, in cui la giovane presenta un livido sul volto, sembra confermare che ci sono state delle violenze precedenti alla morte della ragazza. Gli amici di lei hanno raccontato che lui la minacciava, dicendole che se avesse riferito a qualcuno delle violenze “avrebbe fatto male a lei e alla sua famiglia“. Gli inquirenti hanno parlato di una “personalità proclive al delitto e insensibile alla gravità dell’evento“. Il ragazzo, infatti, ha provato a sviare in molti modi le indagini. Nell’interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere ha affermato che Roberta si sarebbe bruciata e buttata dal burrone da sola. La foto del livido e la testimonianza degli amici sono prove che sembrano confermare una storia di violenza che sicuramente andava avanti da giugno.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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