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Covid, Ricciardi: “Siamo in ritardo sulle cure”

Il consulente scientifico del ministro della Salute ha svelato che siamo in ritardo sulle cure contro il Covid.

Walter Ricciardi
Walter Ricciardi

Il commissario Domenico Arcuri non basta per l’organizzazione della vaccinazione di massa, ma servirebbe un responsabile che segua tutto 24 ore su 24, come accade in altre Nazioni. La decisione dell’Aifa sul limite dei 55 anni per il vaccino di AstraZeneca complicherà il percorso verso l’immunizzazione.

Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, è preoccupato per i prossimi mesi.

Ricciardi sul Covid

Walter Ricciardi ha spiegato di essere moderatamente ottimista, in quanto i problemi della campagna vaccinale al momento sono superabili, ma bisognerebbe convincere le aziende che devono produrre più vaccini. Bisogna fare un salto di qualità sul piano nazionale. “Non può essere che la seconda fase sia gestita come la prima, che era facile, perché rivolta solo agli operatori sanitari.

Dovremo vaccinare centinaia di migliaia di persone nei palasport, negli studi di medicina generale… avremo bisogno di una organizzazione di tipo militare che ancora non c’è. Non può essere considerata ordinaria amministrazione. Io penso a centomila vaccinati al giorno, ho fatto il paragone con lo sbarco in Normandia. Serve un generale che guidi le operazioni” ha spiegato Ricciardi. Secondo il professore è stato un errore affidare questo compito a Domenico Arcuri, perché anche se sta svolgendo bene il suo compito, si tratta di un lavoro che non si può fare part time.

Serve una persona che dia garanzie ai cittadini e che controlli la campagna vaccinale 24 ore su 24.

Il fatto che Aifa abbia deciso di riservare il vaccino AstraZeneca agli under 55 complica notevolmente le cose. L’indicazione è corretta dal punto di vista scientifico ma crea non pochi problemi. Secondo Ricciardi ci voleva più coraggio, come è accaduto in altri Paesi, così come per gli anticorpi monoclonali. “Manca la volontà da parte di Aifa di accelerare il processo di valutazione in maniera simile a quello che ha fatto l’agenzia tedesca. Aifa ha detto che aspetta Ema (l’agenzia europea del farmaco). Quando c’è un nuovo farmaco in Europa, deve approvarlo l’Ema, che però non ha gli stessi strumenti della Fda (l’agenzia americana) che può ricorrere all’approvazione di emergenza. L’Ema ha solo lo strumento dell’approvazione condizionata, che necessita di più tempo. Ma i singoli Stati possono approvare in forma emergenziale. Anche in questo caso: Aifa dovrebbe essere più coraggiosa, la richiesta da Ely Lilly è arrivata, questi anticorpi monoclonali vengono prodotti anche in Italia, riducono del 70 per cento l’aggravamento. Cosa stiamo aspettando?” ha chiesto il professore. Ora che l’Italia è quasi tutta in zona gialla, Ricciardi pensa che ci sarà un incremento dei nuovi casi tra tre o quattro settimane. “Ormai l’andamento di questa epidemia è prevedibile. Sarebbe importante evitare gli assembramenti, ma mi pare evidente che i semplici suggerimenti non abbiano alcuna efficacia. Se a questo aggiungiamo che sono state riaperte le scuole, abbiamo la certezza di vedere presto un incremento di casi. Come sa, io sono per la zona rossa in tutto il Paese. Febbraio e marzo saranno i mesi più difficili. A giugno saremo maggiormente al sicuro” ha dichiarato.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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