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Umbria, casi sospetti di variante brasiliana: uno è deceduto

In Umbria sono stati isolati due casi sospetti di variante brasiliana di Covid, che sembra essere più aggressiva: uno di loro è morto.

Rapporto intelligence contagi covid

In Umbria sono stati isolati due casi sospetti di variante brasiliana di Covid. A lanciare l’allarme è stato l’Istituto Superiore di Sanità, che ha comunicato questo sospetto alla Direzione Regionale Salute e Welfare dell’Umbria. Sono due i campioni che sono stati prelevati ed inviati a Roma per effettuare approfondimenti, entrambi prelevati da de soggetti sugli 80 anni affetti da più patologie.

Dopo il ricovero nell’ospedale del capoluogo umbro, il più anziano è deceduto.

Variante brasiliana in Umbria

La variante brasiliana di Covid rappresenta una mutazione particolarmente aggressiva del virus e meno riconoscibile dal sistema immunitario addestrato a riconoscere le versioni del Coronavirus non mutate. I due campioni, che erano stati selezionati per le caratteristiche cliniche e di laboratorio, sono stati inviati dalla Microbiologia dell’Ospedale di Perugia all’Iss, con richiesta di massima urgenza del direttore regionale Claudio Dario al Presidente dello stesso istituto Silvio Brusaferro.

La situazione in questo momento è particolarmente allarmante, soprattutto perché questa variante del virus è stata descritta come molto più aggressiva rispetto a quella originale.

Le misure attuali di contenimento adottate in Umbria, già compatibili con gli interventi utili per fronteggiare anche questa variante, saranno oggetto di una riunione specifica del Comitato tecnico scientifico, per avere una completa e ampia valutazione. Per riuscire ad approfondire la situazione epidemiologica, nella giornata di oggi, 2 febbraio 2021, verranno inviati all’Istituto Superiore di Sanità altri 42 campioni, che rispondono a determinate caratteristiche.

Questi verranno sequenziali per la ricerca di questa o di altre varianti. L’esito verrà comunicato entro il fine settimana per avere un quadro più ampio e preciso della presenza della variante brasiliana in Umbria.

A L’incubo arriva da lontano, si chiama variante brasiliana del coronavirus e potrebbe avere già ucciso. Dal primato virtuoso giallo e rassicurante, ai toni allarmanti dell’arancione tendenti al rosso, in poche settimane l’Umbria lascia le retrovie e si trova a combattere in prima fila contro il nemico numero della salute, il Covid-19. E non solo per il virus di prima generazione, ma per quello mutato di origine sudamericana al quale viene data una potenzialità altissima soprattutto per forza di contagio e probabilmente già responsabile della morte di un ottantenne di Magione. Catapultata sul fronte dove sono già passate in precedenza Lombardia e Veneto, l’Umbria, cuore più arancione che verde d’Italia, conta due casi sospetti della variante sudamericana con due ricoverati dall’inizio di gennaio all’ospedale di Perugia. E ora, a un mese di distanza deve farci i conti sul serio. D’altra parte, l’allarme per la possibile diffusione della variante brasiliana di Sars-Cov-2, ora è diventato ufficiale con una nota dell’Istituto superiore di Sanità.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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