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Brescia, focolaio della variante inglese. Il virologo: “Può essere nuova Codogno”

La variante inglese del Covid si sta pericolosamente diffondendo a Brescia.

variante inglese brescia

Le varianti del Covid-19 incutono grandi preoccupazioni nel mondo. La loro diffusione, infatti, potrebbe causare una nuova ondata del virus, nonché potenzialmente incidere sulla somministrazione del vaccino. A parlare dei rischi che l’Italia sta correndo, in un’intervista rilasciata a Fanpage, è stato il virologo Arnaldo Caruso.

Caruso: “Il Covid si è evoluto”

Arnaldo Caruso, direttore Laboratorio Microbiologia e Virologia Asst Spedali Civili di Brescia, ha spiegato il fenomeno: “Le varianti che abbiamo oggi in circolazione sono nate spontaneamente dal ceppo originario perché né farmacivaccini lo hanno bloccato. Virus così ha circolato e si è evoluto, originando un migliore adattamento all’uomo. Ora in Italia abbiamo casi di variante sudafricana e brasiliana di importazione, mentre iniziano a esserci focolai autoctoni di variante inglese, che preoccupano perché possono avere un’incidenza massiccia“.

Non so – aggiunge – quanto potremo limitare l’espansione di questa variante. Anthony Fauci (l’immunologo alla guida della lotta al Covid negli Stati Uniti ndr) dice che la variante inglese quella che soppianterà tutte le altre, perché si diffonde molto. Se c’è un focolaio e ci sono casi sparsi, significa che dobbiamo aspettarci prenda il posto del virus originale di Wuhan. La preoccupazione seria è legata alla sua capacità di infettare, molto superiore.

Per questo possiamo attenderci, se non prendiamo contromisure, molti più infetti, e quindi più malati e ricoveri. Purtroppo è quello che succede in Inghilterra“.

Il focolaio di Brescia

In provincia di Brescia, intanto, si è sviluppato un focolaio proprio con la variante inglese: “Il focolaio nel bresciano è sintomo di una attestazione di questa variante, come avvenuto purtroppo a Codogno. La variante inglese può avere inizio da Corzano“, spiega Caruso. “Bloccare qualcosa di così espansivo è difficilissimo. Bisogna limitare i danni, ma è difficilissimo. Oggi lavoriamo per limitare il focolaio, ma ce ne saranno altri. È fondamentale correre con il vaccino per proteggere i pazienti anziani e fragili più in fretta della diffusione del virus. Bisogna correre“.

E sulla possibilità di istituire una zona rossa: “Con la quantità di virus che circola nel mondo, chiudere un paese per una variante non so quanto sia efficace e auspicabile. Ognuno deve proteggersi individualmente e dobbiamo proteggere i più deboli. A Brescia abbiamo un incremento dell’infettività, ma non un aumento dei casi gravi con impatto sull’ospedale. Non è nemmeno del tutto chiaro se l’aumento dei contagi sia legato alla variante inglese o alle riaperture. Comunque il numero degli infetti tenderà a salire“.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


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Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

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