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Riapertura impianti di sci, ecco quali sono le regole da seguire

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Si parte da lunedì 15 febbraio quando Piemonte e Lombardia riapriranno per primi i loro impianti sciistici.

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Al via la riapertura degli impianti di sci. Nonostante alcune regioni stiano provvedendo a tornare in area arancione a causa del sopraggiungere di nuovi casi di Coronavirus, il turismo della neve non si ferma. Gli impianti punteranno a conquistare in primaria parte i residenti delle zona montanare e i proprietari di seconde case vicino ai luoghi sciistici.

Riapertura degli impianti di sci

Lunedì 15 febbraio prenderà il via ufficialmente la stagione del turismo invernale. Le prima regioni a riaprire i propri impianti di sci saranno Lombardia e Piemonte. A partire da mercoledì 17 febbraio si aggiungerà anche il Trentino e il giorno successivo anche la Valle d’Aosta. Ancora incerte restano le date di riapertura del Veneto, di cui sia attendono notizie nelle prossime ore, e dell’Alto Adige che è inserita in zona rossa fino al 28 febbraio.

Le regole differiscono da regione a regione. Le funivie, per esempio, potranno essere utilizzate solo nelle regioni di area gialla. In più, solo chi si prenoterà potrà essere sicuro di salire sui mezzi. Le linee guida comuni, invece, interessano la capienza massima degli impianti, per tutti fissata al 50%, la mascherina obbligatoria sempre e skipass contingentati, al fine di evitare assembramenti e code.

Con queste regole stringenti, ad avere la meglio potrebbero essere gli impianti delle località più piccole, soprattutto se non servirà attraversare i confini regionali, rimanendo ligi alle regole imposte.

Siamo di fronte a una svolta epocale – afferma Bruno Felicetti, direttore delle funivie di Madonna di Campiglio – nessuno si illude in un veloce ritorno alla normalità. Per questo abbiamo messo a punto sistemi di pagamento che ci accompagneranno anche quando l’emergenza Covid sarà finita, alla ricerca di maggior qualità rispetto alla quantità“.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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