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Varianti, scuole chiuse per focolai: dove si è tornati alla didattica a distanza

Sono diverse le scuole chiuse a causa dello sviluppo di focolai legati alle varianti del virus: quali sono?

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La diffusione delle varianti del virus tra i più giovani e il conseguente sviluppo di focolai ha spinto diversi amministratori a chiudere temporaneamente le scuole e tornare alla didattica a distanza: in quali regioni è accaduto?

Scuole chiuse per focolai legati alle varianti

Sono diversi i comuni e le province che stanno decidendo di sospendere le lezioni in presenza per evitare che i contagi diventino incontrollabili. In Lombardia è accaduto a Bollate, nel milanese, dove la positività alla variante britannica di 59 soggetti tra bambini, familiari e personale scolastico ha portato alla chiusura di tre scuole. Ma anche ad Arcene, in provincia di Bergamo, dove il sindaco ha annunciato la chiusura delle medie e delle due classi quinte delle elementari ospitate nello stesso plesso a causa di un cluster.

Nel Lazio a chiudere è invece stato il Villaggio Prenestino, dove le autorità sanitarie hanno riscontrato il ceppo mutato del Covid-19 in tre campioni analizzati tra gli alunni e il personale dell’istituto che comprende scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado per un totale di oltre mille ragazzi. La regione maggiormente messa in ginocchio dalle mutazioni del virus è però l’Umbria, dove tutte le scuole della provincia di Perugia sono in didattica a distanza così come quelle di sei comuni della provincia di Terni.

La chiusura delle scuole riguarda anche tre comuni delle Marche, vale a dire Tolentino, Pollenza e Castelfidardo e tutti gli istituti superiori dell’Abruzzo. Soltanto a Pescara, dopo l’impennata di casi positivi alla variante inglese, rimarranno chiuse anche tutte le altre scuole di ogni ordine e grado.

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