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Brennero, 40 km di coda per controlli sugli italiani diretti in Germania

Migliaia di autotrasportatori italiani diretti in Germania sono bloccati da chilometri di coda al confine col Brennero per i controlli anti-Covid.

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Le nuove politiche per contrastare la diffusione del coronavirus in Germania stanno causando decine di chilometri di coda al Brennero, lungo l’autostrada A22, usata dai camionisti italiani per trasportare merci nei territori tedeschi.

Brennero, coda e controlli anti-Covid

Le norme anti-Covid recentemente imposte in Germania sanciscono che si possa entrare nel Paese esclusivamente dopo essersi sottoposti a un tampone antigenico o a un tampone Pcr, entro le 48 ore che precedono l’arrivo nella Nazione, che abbia dato risultato negativo.

La regola è stata stabilita dal governatore della Baviera, Markus Söder, dopo il recente boom di contagi registrato, per scongiurare il pericolo di una nuova ondata di SARS-CoV-2, che la Germania non sarebbe in grado di affrontare.

La decisione del governatore, tuttavia, bloccando i soggetti provenienti dall’Austria, sta provocando numerosi disagi agli italiani, soprattutto in prossimità del confine del Brennero. Nella sola mattinata di lunedì 15 febbraio, infatti, si trovavano in viaggio verso la Germania migliaia di autotrasportatori italiani, rallentati da controlli e verifiche imposte al confine.

Percorrendo l’autostrada A22 in direzione nord, infatti, è possibile assistere alla creazione di una coda di circa 40chilometri tra Bressanone e il Brennero.

La testimonianza di un autotrasportatore

In questo particolare contesto, un camionista italiano ha raccontato: «Già ieri, 14 febbraio, ci sono stati molti problemi; dal canto suo l’Austria ha detto che non vuole diventare il parcheggio d’Europa per i tir, così chi arriva al confine viene fatto tornare all’area di servizio di Vipiteno ‘Sadobre’ dov’è stato allestito un centro per i tamponi.

Sono centinaia i colleghi che da ieri e oggi sono ammassati al freddo come bestie, con temperature ben al di sotto dello zero, in attesa di poter fare il tampone».

L’intervento del governo italiano

La situazione in atto di svolgimento ha scatenato l’ira di Conftrasporto-Confcommercio che si è rivolta al governo italiano per sollecitarne l’intervento e la reciprocità di trattamento, imponendo test anche a coloro che dall’Austria si dirigono sul suolo italiano.

A questo proposito, è stato dichiarato: «La questione dei tamponi, obbligatori per chi proviene dall’Austria ed è diretto in Germania, sta creando enormi disagi agli autisti dei Tir provenienti dall’Italia»

In merito alla questione, si sono rapidamente attivati il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel tentativo di ridurre disagi e complessità legate al transito lungo la A22. Pertanto, è stato disposto che la Sanità Militare provvedesse, già nel corso di lunedì 15, ad allestire postazioni destinate a effettuare i test per i camionisti in viaggio. Tutti gli autotrasportatori, conducenti e occupanti dei mezzi sprovvisti di referto che attesti la negatività al Covid si devono, quindi, sottoporre al test. In assenza del certificato, infatti, i veicoli vengono indirizzati verso la A4.

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