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Bassetti contro Galli: “Ospedale pieno? Chieda zona rossa Lombardia”

Il direttore di Malattie Infettive del San Martino di Genova, Bassetti, ha risposto a Galli, primario del Sacco di Milano.

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, ha lanciato un forte allarme. Ha dichiarato di avere il reparto invaso dalle nuove varianti e che presto i problemi si aggraveranno. Non tutti, però, sono d’accordo con il professore. Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive del San Martino di Genova, ha risposto al professore.

Bassetti contro Galli

È inutile fare il discorso del disastro che sta provocando questo virus, siamo tutti d’accordo che vorremmo riaprire tutto. Ma io mi ritrovo il reparto invaso dalle nuove varianti, questo riguarda tutta Italia e mi induce a dire che presto avremo problemi più seri. Chi, compreso il sottoscritto, vi dice ‘bisogna chiudere di più’ può incorrere nel rischio di esagerare, ma il rischio di esagerare è inferiore alla probabilità di avere ragione.

Il numero di casi superiore in Inghilterra, Francia e Spagna indica che le varianti si sono diffuse prima: dalla Gran Bretagna, la variante inglese ha varcato la Manica e sta scendendo” sono state le parole di Massimo Galli. Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza, ha invocato il lockdown per contenere la curda dei contagi e Galli è d’accordo con lui. “Un conto è dire di fare un lockdown, un altro è dire di fare attenzione nelle prossime settimane.

Noi abbiamo 4-6 settimane molto importanti in cui gli ospedali devono riorganizzarsi, alzare gli argini, preparare posti letto se non li hanno, lavorare a stretto contatto con il pronto soccorso e capire quanti dei pazienti hanno le varianti. Se Galli ha un problema, proponga alla Regione di fare un’immediata zona rossa nella sua area” ha dichiarato Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, in un’intervista a iNews24.it.

La sua realtà è diversa dalla mia e da quella di altri non si può prendere una misura unica, nazionale, per tutti. Perfino il colore di una regione è sbagliato, le misure vanno prese a livello locale. Se i numeri di Galli sono reali, la Regione Lombardia deve oggi stesso chiedere la zona rossa” ha aggiunto Bassetti, per poi commentare l’ipotesi di un lockdown nazionale. “Non capisco questa accelerazione degli ultimi giorni. Abbiamo fatto uno studio nazionale che ci ha permesso di scoprire quante varianti ci sono, ma è probabile che esistessero già mesi fa. La domanda è: possiamo permetterci il lockdown nazionale di un mese? E la risposta deve essere della politica. Io, da tecnico, dico che prima di arrivare alla chiusura totale ci sono soluzioni intermedie che consentono da una parte, di preservare l’aspetto sociale ed economico, dall’altra di organizzare la situazione dal punto di vista sanitario. Dobbiamo convivere con il virus, attuando il sistema dello stop and go: quando le cose non vanno bene, chiusura con un lockdown locale, poi la riapertura. Sarà anche la soluzione che forse non risolve completamente la situazione, ma dobbiamo convivere con il virus” ha aggiunto il professore, che non è l’unico a pensare che le restrizioni debbano essere applicate a livello locale, senza imporre chiusure nazionali.

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