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Riforma del Cts, verso ridimensionamento e una comunicazione unitaria

Il nuovo governo starebbe puntando a una riforma del Cts che ne ridimensionerebbe la grandezza puntando inoltre ad avere una comunicazione unitaria.

Tra le prime mosse che il nuovo governo di Mario Draghi si appresterebbe a fare ci sarebbe una profonda riforma del Cts, con l’obiettivo di evitare di rilasciare alla stampa dichiarazioni contraddittorie che possano generare confusione e sfiducia nella popolazione.

Secondo le prime ipotesi messe sul tavolo infatti, la struttura creata ormai più di un anno fa alle prime avvisaglie della pandemia verrebbe ridimensionata nei suoi componenti, i quali tuttavia manterranno sempre gli stessi ambiti di azione.

Il governo punta a una riforma del Cts

Con la nuova probabile riforma del Cts non verranno intaccate le attività finora svolte, comprendenti le comunicazioni sulle procedure di contrasto alla pandemia e i pareri tecnici sulle strategie messe in campo per i vari settori.

Cambierà invece la modalità comunicativa e l’immagine esterna del Comitato stesso, come ribadito anche dagli stessi ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini nel primo incontro avuto lunedì sul tema: “In un momento così delicato per il Paese non bisogna confondere i cittadini inviando messaggi diversi e a volte contraddittori”. Opinioni sulle quali è concorde anche il segretario della Lega Matteo Salvini: “Il Cts è da rinforzare più che da cambiare, serve energia nuova”.

Ci che si vuole evitare per il futuro è infatti che le dichiarazioni dei membri del Comitato rilasciate ai media possano essere in contrasto tra di loro, o che addirittura dichiarazioni di esperti non facenti parte del Cts vengano involontariamente prese come posizioni del Comitato stesso. Se da una parte infatti la maggior parte dei membri del Cts non è mai apparsa sotto i riflettori, ad eccezione di pochi casi come Agostino Miozzo, Franco Locatelli e Silvio Brusaferro, dall’altra abbiamo tecnici come Walter Ricciardi le cui affermazioni suscitano spesso polemiche nonostante quest’ultimo non faccia parte del Cts.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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