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Regno Unito, scoperta una nuova variante del virus: isolata anche a Napoli

Nel Regno Unito è stata rilevata una nuova variante del virus già diffusasi in altri paesi, tra cui l'Italia: sarebbero più di 50 i casi positivi.

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Gli esperti hanno segnalato che in Regno Unito sono stati riscontrati decine di casi positivi ad una nuova variante del coronavirus caratterizzata da mutazioni che preoccuperebbero gli scienziati. Denominata B.1.525, è stata identificata a dicembre del 2020 in Inghilterra e Nigeria e sequenziata dagli scienziati dell’Università di Edimburgo.

Attualmente è stata riscontrata in diversi paesi tra cui Australia, Danimarca, Francia, Canada, Spagna, Ghana, Belgio e Stati Uniti. In Italia l’Istituto Pascale e l’Università Federico II hanno individuato alcuni casi anche a Napoli.

Napoli, positivo professionista di ritorno dall’Africa

La notizia è stata resa nota dalla Regione Campania, che specifica: “Di questa variante al momento non si conoscono il potere di infezione, né altre sue caratteristiche come accade per molte varianti rare del virus.

Si chiama B.1.525, e finora ne sono stati individuati soltanto 32 casi in Gran Bretagna, e pochi casi anche in Nigeria, Danimarca e Stati Uniti. Mai finora in Italia“.

Dalla nota della regione si apprende che il paziente in cui è stata isolata la variante è “un professionista di ritorno da un viaggio in Africa. La sequenza del campione, giunta a noi dal Policlinico Federiciano, ci ha subito insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni prpvenienti dalla nostra regione.

Dopo un confronto con il gruppo del Reparto Zoonosi Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità abbiamo avuto la conferma che si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale Gisaid ed avvertito le autorità sanitarie“.

Nuova variante in Regno Unito

Secondo i dati attualmente disponibili i casi positivi a questo ceppo sono 32 nel Regno Unito e 35 in Danimarca.

Si tratta di un’infezione con mutazioni trasversali alla più nota variante inglese e a quelle brasiliana e sudafricana. Quella che preoccupa di più stando al report dell’ateneo scozzese è la E484K in quanto altererebbe in maniera significativa la struttura della proteina Spike. Quella cioè che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane.

La mutazione renderebbe l’infezione capace di eludere gli anticorpi come dimostrerebbe il boom di reinfezioni registrate a Manaus ma anche la bassa efficacia del vaccino di Novavax in Sudafrica (49,4% contro quella generale dell’89,3%). Per il momento non è ancora chiaro se questa variante sia, come quella britannica precedentemente riscontrata, più contagiosa o possa portare ad una malattia più o meno grave.

Non sappiamo ancora quanto bene si diffonderà, ma se avrà successo si può presumere che l’immunità da qualsiasi vaccino o infezione precedente sarà attenuata“, ha affermato il professor Simon Clarke, docente di Microbiologia cellulare presso l’Università di Reading. Lo stesso ha spiegato che qualsiasi ceppo che presenta la mutazione E484K dovrebbe essere soggetto a test, in quanto sembrerebbe resistere agli anticorpi e quindi rendere più lontana l’immunità di gregge.

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