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Campania, il pizzaiolo Gino Sorbillo commenta la zona arancione

Il noto pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo ha commentato il reinserimento della Campania in zona arancione e l’imminente arrivo di nuove restrizioni.

Covid

La Campania dice addio alla zona gialla e torna in zona arancione, a partire da domenica 21 febbraio 2021. Sulla riclassificazione della Regione, si è espresso il noto pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo.

Campania, Gino Sorbillo sulla zona arancione

Il pizzaiolo Gino Sorbillo, la cui fama è nota non solo a Napoli e in Campania ma in tutta Italia, ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni a proposito della riassegnazione in zona arancione della Regione meridionale.

Le esternazioni del professionista in merito alle nuove imminenti restrizioni sono state le seguenti: «Chiudere di nuovo sarebbe la mazzata finale. Noi ristoratori non possiamo farci niente, molti hanno già chiuso e tantissimi chiuderanno per sempre se si blocca di nuovo il pranzo che ci avevano lasciato. So che la politica può farcela fino a un certo punto e, se le persone abbassano l’attenzione, i casi aumentano. E lo hanno fatto.

Natale, anche San Valentino, tutti hanno abbassato la guardia. Più passa il tempo e più le persone si ritrovano anche in maniera segreta. Dovunque in Italia ci sono serate in casa, 10-15 persone che mangiano la pizza, che bevono l’aperitivo quando finiscono di lavorare. La popolazione non ce la fa più ma non si può pensare che se faccio una serata a casa con gli amici il virus non entra».

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L’impegno di Gino Sorbillo durante il primo lockdown

Ricordando le iniziative promosse nel corso del primo lockdown nazionale del 2020, il pizzaiolo napoletano ricorda: «Noi tutti, e comprendo anche la politica e la comunità scientifica, affrontiamo una cosa più grande di noi. A marzo 2020 mi sono esposto dando una prospettiva grave per ristorazione e bar, ho fatto appelli pubblici.

All’epoca ironizzavano sulle mie iniziative, mi dicevano che ero pazzo, che ingigantivo le cose, che la facevo tragica e invece i fatti mi hanno dato pienamente ragione».

La nuova chiusura e l’«accanimento contro la ristorazione»

Infine, commentando il divieto aprire i ristorati per consentire la consumazione del pranzo all’interno dei locali, Gino Sorbillo si è espresso in questi termini: «Era una boccata d’ossigeno. Ora torniamo a un anno fa e riprendiamo da zero la lotta alle varianti. Io penso che i ristoranti mantengano le distanze, non si può chiudere di nuovo. Già molti ristoratori hanno chiuso definitivamente per i fitti che si sono accumulati, sono stati sfrattati, le utenze vanno avanti. Ma poi questa chiusura improvvisa non ha senso, noi lavoriamo con merce deperibile, pomodoro, mozzarella, pasta che se lievita e non viene usata ‘scoppia’. Ci serve una previsione. E invece no, chiusura di nuovo mentre supermercati, negozi, gallerie commerciali restano aperte. – e conclude – C’è un accanimento contro la ristorazione».

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