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Codogno, memoriale per vittime Covid a un anno dalla pandemia

In occasione del primo anniversario dell’emergenza sanitaria, è stato inaugurato un memoriale per le vittime Covid a Codogno, in Lombardia.

Covid

In Italia, l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus si protrae ormai da un anno: per commemorare le vittime causate dal SARS-CoV-2, è stato inaugurato un memoriale a Codogno.

Codogno, memoriale per vittime Covid a un anno dalla pandemia

Nella giornata di domenica 21 febbraio 2021, il vescovo della diocesi di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, ha ricordato il primo anniversario vissuto nel Paese dall’inizio della lunga e non ancora conclusa battaglia contro il Covid.

Un anno fa, infatti, a Codogno nascevano le prime avvisaglie di un pericolo che si sarebbe, poi, rapidamente diffuso in tutta Italia e nel mondo intero.

In occasione del triste anniversario, monsignor Maurizio Malvestiti ha ricordato le vittime sortite dalla pandemia e omaggiato la «comunità resiliente» di Codogno, inaugurando e dedicando loro un memoriale. Nella città della bassa lodigiana, infatti, sono stati installati tre totem in acciaio che simboleggiano il comune e le due frazioni nei quali si è originata la prima ondata epidemiologica italiana.

I totem, inoltre, presentano una trama decorativa posta in rilievo.

Il vescovo della diocesi di Lodi ha benedetto il monumento, in presenza del governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dell’assessore regionale alla Sanità, Letizia Moratti.

In questa circostanza, l’ecclesiastico ha voluto rievocare nella mente dei presenti la «prova di solidarietà» svolta coraggiosamente da cittadini, personale sanitario e volontari, alle prese con una lotta «senza tempo» nel corso del momento più tragico dell’emergenza sanitaria.

Monsignor Malvestiti ha, poi, voluto anche porre l’accendo sulla telefonata fatta da papa Francesco l’8 marzo 2020 e la sua preghiera pronunciata in una deserta e desolata piazza San Pietro.

Per il vescovo Malvestiti, infine, i tre totem in acciaio rappresentano un augurio verso la «ripartenza» e un rinnovato percorso di guarigione per tutta l’Italia.

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