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Uccide il figlio e si suicida: “Non mi guarda chiamandomi ‘papà'”

Egidio Battaglia ha ucciso suo figlio e si è suicidato, lasciando una lettera in cui ha scritto che non sopportava più i disturbi del piccolo.

Carabinieri
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Egidio Battaglia ha scritto una lettera per spiegare i motivi che lo hanno spinto ad uccidere il figlio Massimiliano, di soli due anni, e poi togliersi la vita con una coltellata alla gola. Ha messo nero su bianco i tormenti che lo assillavano, concluse con un gesto terribile che ha lasciato una scia di dolore.

La lettera prima della tragedia

Non sa pronunciare il nostro nome, non mi guarda con affetto chiamandomi ‘papà’, So che sarò definito un mostro, ma il dolore che sto provando lo conosco solo io. L’ho fatto per evitare a mio figlio un futuro di sofferenze. Meglio farla finita subito, prima che sia troppo tardi” ha scritto Egidio Battaglia in una lettera, prima di strangolare il figlio Massimiliano e suicidarsi con una coltellata alla gola.

La moglie dell’uomo, quando ha avuto la notizia della tragedia, ha avuto un malore. Battaglia ha cercato di chiarire quello che provava prima di compiere il gesto con una lettera scritta su quattro fogli bianchi in cui ha citato la diagnosi che lo aveva gettato nello sconforto. Si tratta di una diagnosi di una possibile forma di autismo, anche se non c’era nulla di ufficiale. Il piccolo soffriva di alcuni disturbi cognitivi, ma la conferma non era ancora arrivata.

Gli altri non si rendono conto di quanto grave sia la situazione, io sì” ha scritto il 43enne, che era dipendente della ditta Pavan di Galliera Veneta, azienda che produce macchine impastatrici. Secondo quando riportato dagli amici il bambino non mostrava particolari problemi o difficoltà. Questo è stato confermato anche da Stefano, fratello minore di Egidio. Nella lettera l’uomo ha scritto molte parole di affetto nei confronti del bambino. “Massimiliano è la migliore creatura che potesse venire al mondo. Ma quando sarà grande e non ci avrà più, che cosa farà?” sono le parole dell’uomo, che ha giustificato il suo gesto spiegando che voleva alleviare le sofferenze future del bambino.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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