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Dia di Palermo: “La mafia si riorganizza grazie al lockdown”

La mafia si riorganizza e grazie lockdown crescono i casi di corruzione e riciclaggio.

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Laddove c’è disagio e povertà, la criminalità organizzata trae vantaggio e trova terreno fertile per aumentare i propri introiti. È una storia che in Italia abbiamo imparato a conoscere e, purtroppo, anche l’emergenza pandemica sembra rientrare in questo campo. A confermarlo è l’ultima relazione semestrale della Dia al Parlamento che lancia l’allarme: “Si prospetta il rischio che le attività imprenditoriali medio-piccole vengano fagocitate nel medio tempo dalla criminalità, proprio diventando strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti”.

La mafia dunque grazie al lockdown è riuscita ad estendere il proprio raggio d’azione e riorganizzarsi.

La mafia si riorganizza grazie al lockdown

“Il lockdown – si legge sempre nella relazione della Dia di Palermo – ha rappresentato l’ennesima occasione per le consorterie criminali di sfruttare la situazione per espandersi nei circuiti dell’economia legale e negli apparati della pubblica amministrazione. I numeri confermano tutto questo visto che nei primi sei mesi del 2020 i reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso sono stati il doppio rispetto all’anno precedente.

Si tratta principalmente di riciclaggio di denaro e corruzione che sfocerebbe, specie al Sud, in un ampio scambio elettorale tra politica e mafie con conseguente insediamento delle ultime nella pubblica amministrazione.

Il meccanismo con cui la mafia riesce ad espandersi in questo momento è molto semplice. Le persone, specie quelle che già prima delle pandemia erano in difficoltà, sono senza soldi e la criminalità organizzata ne ha tanti e subito. Non serve aspettare la cassa integrazione, né tantomeno fare domanda, anzi spesso è la mafia stessa a rivolgersi alle piccole attività per far comprendere che in caso di necessità una possibile soluzione ci sarebbe.

I legami con New York

A preoccupare la Dia di Palermo sarebbero poi nuove alleanze che starebbero nascendo nel mondo mafioso, specie nel legame tra l’Italia e gli Stati Uniti, tra Palermo e New York. Nella Grande Mela sembrano lontani i tempi delle sanguinose liti tra le famiglie del potere e sembra esserci una ritrovata armonia tra gli eredi. Ben 4 delle 5 famiglie mafiose di New York, Gambino, Genovese, Lucchese e Colombo, sono originarie di Palermo, mentre l’altra, i Bonanno, sono di Castellammare del Golfo in provincia di Trapani. Le forze speciali della polizia italiana parlano di continui viaggi di ambasciatori da e per gli Stati Uniti negli ultimi mesi, quasi a voler indicare che qualcosa c’è e bolle in pentola.

Se la Mafia siciliana prova a riprendersi la scena della criminalità, la ’Ndrangheta calabrese sarebbe in un periodo decisamente meno positivo. Pur mantenendo il controllo del narcotraffico avrebbe perso quella caratteristica di impermeabilità visti i molti collaboratori di giustizia che hanno iniziato a parlare.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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