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Class action dei ristoratori toscani: “Fateci lavorare”

Class action dei ristoratori toscani, che hanno risposto alle chiusure imposte dal governo con un'azione legale collettiva.

Ristorante

Quella riguardante la ristorazione è una questione delicata, in quanto si tratta di un’attività in crisi a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia da Covid-19. I ristoratori toscani hanno, tuttavia, risposto al governo con una class action. Per la chiusura dei loro locali disposta dalle istituzioni, si è deciso di passare a un’azione legale collettiva.

Questi piccoli imprenditori chiedono soltanto di poter lavorare. Intanto, è aperta la questione dell’apertura dei ristoranti nelle zone gialle. Il sindaco di Firenze Dario Nardella si è detto favorevole.

Class action dei ristoratori contro la chiusura

I ristoratori di Tni – Tutela Nazionale Imprese-Ristoratori Toscana stanno protestando a Roma dallo scorso 22 febbraio in piazza Montecitorio. Gli imprenditori in questione hanno annunciato un’azione legale collettiva nei confronti del governo per i danni alle loro attività durante il periodo del lockdown.

L’altra ragione giustificante l’azione legale è la volontà di opporsi “alle decisioni che limitano la libertà di impresa, decisioni messe in atto tramite i Dpcm”.

Azione legale notificata

L’azione legale collettiva da parte dei ristoratori toscani ha ricevuto l’opportuna notifica lo scorso 22 febbraio, con il benestare di circa cento titolari di locali quali bar, ristoranti, pizzerie ed esercizi di somministrazione. Gli interessati vogliono avere delle certezze, tra cui il diritto di avere un risarcimento dalle istituzioni, tenendo conto di vari fattori quali costi variabili, danni causati dalla perdita della clientela, perdita complessiva del valore aziendale, fissi e riduzione del fatturato.

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