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Covid, come sarà l’estate 2021: il migliore e il peggiore scenario

Come sarà l'estate 2021: gli scenari possibili tenendo conto dei vaccini, della diffusione delle varianti e delle restrizioni.

Varianti covid dove Italia

Pur essendo impossibile ipotizzare con certezza come sarà l’estate 2021, l’arrivo dei vaccini e l’introduzione delle restrizioni possono aiutare a immaginare come trascorreremo il periodo estivo e delineare il migliore e il peggiore scenario.

Come sarà l’estate 2021

La premesse doverosa è che non è possibile fare paragoni con il 2020 perché rispetto all’anno scorso non verremo da una primavera in lockdown totale. Se infatti a marzo e aprile 2020 i movimenti erano davvero ridotti allo stretto necessario, con negozi chiusi, ragazzi a casa da scuola, mobilità ridotta al minimo e autostrade deserte, a distanza di un anno le limitazioni sono più morbide. Questo non consentirà dunque un abbattimento drastico dei casi come invece riscontrato a maggio 2020.

Rispetto all’anno scorso abbiamo però un’arma in più nella lotta all’emergenza, vale a dire i vaccini. Nonostante gli iniziali problemi di fornitura e produzione, man mano che passeranno i mesi ne avremo sempre di più a disposizione. Oltre ai già disponibili Pfizer, AstraZeneca e Moderna, ci saranno infatti anche Johnson & Johnson (che l’Ema dovrebbe autorizzare a metà marzo), Sanofi/GSK e Curevac, per un totale di molte più dosi di quante servirebbero a immunizzare tutta la popolazione.

Per avere un estate con poche restrizioni sarà necessario velocizzare con ogni sforzo la campagna vaccinale ma anche calibrare le chiusure da imporre per non lasciare le varianti libere di circolare. Quello delle mutazioni è infatti un altro fattore che determinerà la possibilità o meno di un periodo estivo tranquillo.

Il migliore e il peggior scenario

Alla luce di chiusure, vaccini e varianti, gli esperti hanno delineato a grandi linee quali potrebbero essere il peggiore e il miglior scenario per l’estate prossima. L’ipotesi peggiore è che diventi predominante una variante poco coperta dal vaccino come quella sudafricana: in quel caso il numero di casi continuerà ad essere alto e ci troveremmo a vivere un’estate con regioni di differenti colori e limitazioni ancora in atto nelle zone più colpite. Quella migliore potrebbe essere quello in cui, nonostante le varianti, si recuperino i ritardi nella vaccinazione e si abbia un numero alto di vaccinati e basso di nuovi casi tale da permettere il ritorno alla mobilità.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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