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Battipaglia, sindaca incatenata davanti all’ospedale: “Troppi disagi”

La sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese, si è incatenata davanti all'ospedale Santa Maria della Speranza a causa dei disagi nella sanità.

Sindaca di Battipaglia
Sindaca di Battipaglia

Cecilia Francese, sindaca di Battipaglia, nella provincia di Salerno, è dovuta ricorrere ad un gesto estremo per attirare l’attenzione sui problemi della sanità. La donna si è incatenata davanti all’ospedale Santa Maria della Speranza, con camice bianco e fascia tricolore.

La protesta della sindaca

La sindaca vuole puntare l’attenzione delle istituzioni sui disagi che sta vivendo l’ospedale, come carenza di personale, che costringe medici e infermieri a turni massacranti, soprattutto con l’emergenza Covid.

La sindaca ha scritto un lungo post su Facebook per spiegare le ragioni di questa sua decisione. “Sono costretta mio malgrado ad adottare un estremo ed eclatante atto di dimostranza a tutela e rispetto dei concittadini che rappresento nei confronti di una direzione aziendale e sanitaria di Presidio che, nonostante ripetuti inviti e solleciti ad intervenire sui tanti problemi dell’ospedale acuitisi con l’emergenza pandemica, continua ad essere latitante. In questa circostanza non posso non denunciare il grave disagio e il profondo malessere che registro nella mia posizione istituzionale di rappresentante della sanità di questo di questo territorio, avvalorata dal fatto che essendo medico interpreto con maggiore significato la sofferenza di utenti e del personale che così come nel resto del Paese soffre in prima battuta il tragico momento” ha scritto la prima cittadina.

Cecilia Francese ha elencato i problemi dell’ospedale, primo tra tutti la carenza di personale. “Parlo di più di 30 tra infermieri e OSS collocati in pensione e non sostituiti nell’ultimo anno, parlo di infermieri di sala operatoria costretti a turni massacranti per garantire cinque sale operatorie su due piani, parlo di infermieri di pronto soccorso costretti ad assistere molti pazienti in attesa di tampone per poter accedere al ricovero oltre al naturale compito dell’urgenza.E tutto questo si potrebbe evitare se solo la direzione generale autorizzasse l’esecuzione di tamponi molecolari rapidi anche presso il nostro presidio, come già avviene in tutti gli ospedali maggiori e non, della ASL. E parlo anche di un personale medico sfinito dalla necessità di garantire livelli adeguati di assistenza dovendo coprire i turni dei tanti colleghi collocati in quiescenza” ha spiegato. La sindaca ha chiesto alla direzione sanitaria dell’ospedale di fissare un incontro con le istituzioni e i rappresentanti di medici e infermieri per discutere di queste criticità e trovare delle soluzioni.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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