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Covid, allarme dell’Iss: i giovani sono i più colpiti dal virus

L'Iss ha lanciato un allarme per i giovani, che ora sono i più colpiti dal virus. 200 casi ogni 100mila abitanti nella fascia dai 13 ai 19 anni.

Assembramenti
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I dati della pandemia sono in continua crescita. La curva del contagio è in aumento e solo nella giornata di ieri ha registrato 13.114 casi positivi, ovvero 3.500 in più rispetto allo scorso lunedì e quasi il doppio rispetto a due settimane fa.

L’Iss ha lanciato l’allarme per la diffusione tra i giovanissimi.

L’allarme Iss per i giovani

L’aumento confrontato alla media dell’ultimo mese è del 60%. L’impennata di casi è associata alla diffusione delle varianti, in particolare quella inglese, che è più contagiosa. “La verità è che le prossime settimane non saranno facili” è stato il commento del ministro della Salute, Roberto Speranza. Secondo uno studio dell’Istituto superiore di sanità, a partire dalla fine di gennaio, l’incidenza dei casi di Covid.19 nella fascia sotto i 20 anni ha superato quella delle fasce di popolazione più adulta.

A febbraio questo aumento tra i giovani è cresciuto ancora di più. Il valore più alto si è registrato nella fascia d’età tra i 13 e i 19 anni, con poco meno di 200 casi ogni 100mila abitanti. Nella fascia inferiore il valore è minore.

Questi dati hanno attutito l’impatto sugli ospedali, anche se la situazione in Italia è in peggioramento. Nelle fasce di età più giovani, tra i casi diagnosticati sono pochissimi quelli gravi, mentre quelli lievi sono il 60% e il resto sono quelli pauci sintomatici.

L’impatto più forte è sul mondo della scuola, che nel Dpcm che verrà firmato nella giornata di oggi, martedì 2 marzo, potrebbe presentare delle misure più drastiche rispetto alla bozza che stava circolando nei giorni scorsi. I presidi stanno lamentando anche la sentenza del piano di vaccinazione dei docenti, a causa dei gravi ritardi. “Siamo arrivati a 150mila somministrazioni su 800mila docenti che, sommati agli Ata, arrivano a un milione, è un po’ pochino.

Da qui a quattro mesi dobbiamo vaccinare tutto il personale della scuola” ha spiegato il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. Al personale scolastico spetta la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

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