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Etna, decimo parossismo: pioggia di cenere e lapilli in diversi paesi

Prosegue l'attività eruttiva del vulcano Etna: raggiunto nella giornata di oggi 7 Marzo, il decimo parossismo. Disagi tra i comuni interessati

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Continua l’eruzione del vulcano Etna, con ceneri e lapilli che ancora una volta hanno creato disagi notevoli ai comuni interessati.

cenere e lapilli in città

Etna, decimo parossismo: disagi tra i vari comuni interessati

Ennesimo parossismo da parte del vulcano Etna: sembrava che con l’eruzione di 3 giorni fa, il momento critico fosse ormai dietro le spalle, e invece ecco che questa notte l’attività stromboliana, con fontane di lava alte centinaia di metri e il classico pennacchio di fumo, cenere e lapilli alto fino a 10km, è ripresa. Stamattina poi intorno alle ore 8, si è verificata anche una pioggia di grossi lapilli che ha inondato le strade; dopo una provvisioria pausa, dopo le ore 11 l’attività è ripresa.

La cenere e i lapilli sono caduti in quantità massiccia, come racconta il sindaco di Giarrè, Angelo D’Anna: -“Sono caduti 6-7 chili di cenere per metro quadro, almeno quattro volte quella che è caduta l’ultima volta. Con tutti i mezzi possibili, da soli non ce la possiamo fare”.

Oltre a ricoprire di cenere le strade e le piazze, creando forti disagi alla circolazione dei mezzi, la cenere caduta ha reso ancora più surreale il paesaggio delle cittadine coinvolte dall’evento eruttivo: da Giarrè a Riposto, passando dalle spiagge di Fondachello e Torre Archirafi, compresi i comumi di Zafferana, Fornazzo, Santa Venerina, Mascali, Trepunti, Macchia di Giarre.

Ogni tratto che si trova compreso in questa fascia, è stato ammantato da una coltre nera, che sta creando non pochi grattacapi agli abitanti delle cittadine coinvolte: la domanda infatti che più serpeggia nelle città è come liberarsi di questa cenere. Tra l’altro anche la pioggia non ha aiutato, in quanto la cenere diventa fango, con la conseguente possibilità che possa otturare i tubi di scolo e creare quindi degli allagamenti. Non se la passano meglio nemmeno gli automobilisti, che non possono azionare i tergicristalli, a meno di graffiare i parabrezza delle auto.

cenere e lapilli in città

La situazione insomma si sta complicando sempre più: ripulire le cittadine dalla cenere e lapilli, comporta notevoli costi, e per quanto i primi cittadini vogliano aiutare le loro comunità, purtroppo le casse comunali non saranno in grado di sostenere i costi derivanti, già sotto stress dalle spese pandemiche. Ai cittadini quindi non rimane che rimboccarsi le maniche e provedere da soli alla pulizia delle loro cittadine.


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