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Campania, la previsione contagi: curva ancora in crescita

La previsione dei contagi in Campania e nelle singole province indica che i contagiati aumenteranno per tutto il mese di marzo.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

La curva dei contagi Covid in Campania è destinata a crescere fino alla fine di marzo, a meno che la zona rossa o un eventuale lockdown arrivino a cambiare la situazione. La previsione fornita dall’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, prevede una crescita della curva fino a fine mese.

Previsione contagi in Campania

Si tratta di una proiezione a breve termine del numero di infetti attivi nella Regioni e nelle Province. Il lavoro è frutto della collaborazione tra Agenas e l’Osservatorio dei dati epidemiologici del Dipartimento di Fisica – Università di Trento. Il metodo è il seguente: c’è un indice R, che non ha nulla a che vedere con l’Rt dell’Iss, che esprime l’andamento dell’epidemia, ovvero la velocità con cui il numero di infetti cresce.

La stima dell’andamento a 7 giorni permette di verificare se nella settimana successiva all’ultimo dato disponibile ci sarà un aumento o una diminuzione nel numero di infetti nell’area territoriale di riferimento, con un intervallo d’incertezza chiamato cono giallo. In corrispondenza di intervalli meno ampie, le stime risultano più precise. In caso di basse numerosità, le stime sono meno accurate. La previsione per la Campania svela che il contagio salirà e a preoccupare di più sono Napoli e Salerno.

Napoli è la provincia meno estesa per superfici ed è la seconda per numero di Comuni, ma ha una densità abitativa molto alta, di 2.574 abitanti per chilometro quadrato.

La seconda è Caserta, con appena 345 abitanti per chilometro quadrato. Napoli e provincia ospitano 3 milioni di abitanti, seguita da Salerno con 1 milione, Caserta con 913mila, Avellino con 410mila e Benevento con 272mila. Agenas ha stimato che l’unica provincia della Campania in cui caleranno i contagi sarà quella di Benevento.

Le polemiche sono forti per la zona rossa imposta in Campania nonostante la situazione epidemiologica non sia paragonabile a quella delle altre province. Italo Giulivo, coordinatore dell’Unità di crisi regionale, ha spiegato i motivi della zona rossa unica per la Campania. “L’applicazione di misure rigorose anche in zone che presentano indici di contagio inferiori ad altre, risponde ad un’azione di utile prevenzione perché la diffusione sia contrastata prima di interventi che risultino adottati in modo tardivo, anche in considerazione della maggiore trasmissibilità delle varianti” ha dichiarato.

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