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Lockdown nel weekend e inasprimento delle misure: le richieste del Cts

Terminato il vertice, gli esperti del Cts hanno chiesto al governo di inasprire le restrizioni nelle fasce gialle e di istituire lockdown nel weekend.

Pistoia zona rossa
Pistoia zona rossa

É terminato il vertice del Cts in cui gli esperti hanno discusso delle nuove misure anti contagio da varare per limitare la diffusione dell’infezione e inserire nel dpcm attualmente in vigore. Tra le richieste fatte dagli scienziati al governo vi sono l’istituzione di lockdown nel weekend e un inasprimento delle restrizioni per le fasce gialle allo scopo di limitare i contatti.

Hanno inoltre suggerito il massimo delle limitazioni nelle zone rosse istituite per fermare le varianti con gli spostamenti ridotti all’essenzialità.

Lockdown nei weekend: il vertice del Cts

Per gli esperti non basta infatti la zona gialla per tenere sotto controllo l’epidemia, motivo per cui hanno proposto un rafforzamento delle misure anche in questa fascia. L’idea è quella di replicare quanto fatto nelle vacanze di Natale con i fine settimana e i festivi chiusi.

Gli esperti hanno anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza dell’infezione – l’obiettivo è arrivare a meno di 50 casi ogni 100 mila abitanti – per ristabilire il contact tracing e accelerare la campagna vaccinale estendendola a più soggetti possibili.

Sono diverse le piste che hanno valutato gli esperti. Quella più drastica prevedeva una super zona rossa in tutta Italia per tre o quattro settimane con coprifuoco anticipato e spostamenti vietati con pochissime eccezioni riguardanti salute, lavoro o necessità.

Un’altra pista riguardava la possibilità di istituire una zona arancione rafforzata su tutto il territorio – magari escludendo le regioni con numeri da zona bianca – con misure più limitanti nel weekend come l’anticipazione del coprifuoco e la chiusura di tutte le attività commerciali.

Avrebbero poi discusso di un rafforzamento delle zone rosse adottando, in tutti i comuni in cui viene istituita, il cosiddetto modello Codogno. Questo prevede il divieto di uscire dal proprio domicilio se non per comprovate esigenze e l’ampliamento della zona interdetta ai paesi limitrofi anche se l’incidenza dei casi non è ugualmente elevata.

Allo studio c’erano anche norme restrittive per i negozi, tra cui la chiusura di alcuni di essi nelle regioni, anche in fascia gialla o arancione, dove si prevede la chiusura delle scuole. Tra le vittime ci sarebbero parrucchieri e barbieri che, contrariamente ai precedenti Dpcm, potrebbero essere costretti a chiudere. Viene infine messa in discussione la riapertura di cinema e teatri originariamente fissata per il 27 marzo 2020. Di fronte ad un tasso di positività in aumento, la ripartenza delle attività dello spettacolo potrebbe venire ancora ritardata.

Ipotesi lockdown totale?

L’ipotesi più severa di tre settimane di lockdown generalizzato per provare a vaccinare più persone possibili è ancora in campo ma è quella che Draghi vorrebbe evitare a tutti i costi. Si pensa così a una stretta dei parametri che farebbero entrare un territorio in zona rossa. Basterebbe che l’incidenza del contagio raggiungesse i 250 casi ogni 100.000 abitanti per far scattare la zona rossa

Coprifuoco

Coprifuoco anticipato? Le indiscrezioni lo confermano ma solo per quanto riguarda il weekend. Si parla con insistenza delle 19 come nuovo orario possibile.

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