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Napoli, accoltellata per la gestione del frigorifero: un fermo

Accoltellata per la gestione del frigorifero, un fermo e luce fatta sui motivi di un crimine commesso sotto gli occhi della figlia della vittima

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Accoltellata a Napoli davanti alla figlia per la gestione del frigorifero, fermato un 41enne di nazionalità ucraina, connazionale della vittima. Secondo le risultanze delle indagini condotte dalla Polizia di Stato della Questura partenopea l’uomo è accusabile di tentato omicidio. Lo confermerebbero gli esiti delle visite mediche condotte sulla vittima dell’accoltellamento avvenuto il 19 marzo scorso a Napoli.

La accoltella davanti alla figlia: i perché

La donna, ricoverata d’urgenza all’Ospedale del Mare a Ponticelli, teatro di recenti fatti incresciosi, poteva obiettivamente uscire morta da quell’aggressione all’arma bianca. Lo storico della vicenda sta a metà fra crimine e paradosso. Sembrerebbe infatti che ad innescare la violenza del fermato sarebbe stata una lite domestica. Tuttavia non si sarebbe trattato di quelle liti ‘sui massimi sistemi’ che di solito sottintendono una escalation di toni e qualche volta preludono ad esiti criminali.

No, i due pare stessero litigando per l’utilizzo del frigorifero di casa. L’uomo infatti sarebbe il gestore dell’appartamento dove è avvenuto il fatto e avrebbe avuto da ridire sulle condizioni del frigo.

I soccorsi in strada e le indagini

Fatto sta che ad un certo punto l’uomo ha impugnato un coltello e, davanti alla figlia della vittima, le avrebbe inferto il fendente. La donna era stata poi soccorsa in strada da alcuni passanti e consegnata ai sanitari intervenuti a razzo.

Una vicenda che poteva sfociare in una tragedia più grande, su cui stanno facendo luce le indagini coordinate dal sostituto procuratore Valeria Sico.

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