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Bimbo ucciso di botte, patrigno “incapace di intendere per la droga”

Bimbo ucciso di botte, il patrigno condannato all'ergastolo “incapace di intendere per la droga”. Lo sostiene l'avvocato di Tony Essobti Badre

Bimbo ucciso di botte, il padre “incapace di intendere per la droga”
Tony Sessoubty Badre, condannato all'ergastolo per l'uccisione del piccolo Giuseppe

Il patrigno di Giuseppe Dorice, il bimbo ucciso di botte a Cardito, nel napoletano, a gennaio 2019, sarebbe “incapace di intendere per la droga”. Lo sostiene l’avvocato di Tony Essobti Badre, patrigno della vittima condannato all’ergastolo all’ergastolo il 9 novembre del 2020.

L’avvocato Pietro Rossi ha infatti richiesto la riqualificazione del capo di imputazione per il suo assistito. Il motivo? Tony sarebbe un consumatore talmente abituale di droghe che al momento del crimine non era in sé. Da qui l’istanza di profilare di nuovo il capo di imputazione, da omicidio volontario ad omicidio con colpa cosciente o in subordine omicidio preterintenzionale.

Bimbo ucciso di botte: il calvario

Badre all’epoca era il compagno della madre del piccolo Giuseppe, Valentina Casa, che da quella orribile vicenda non era uscita immune da responsabilità.

Per lei infatti era stata decisa una pena a sei anni per maltrattamenti in concorso con Badre. L’avvocato Rossi ha anche affinato la sua richiesta in punto di procedura, con l’esclusione delle aggravanti e il riconoscimento delle attenuanti generiche. Giuseppe fu massacrato a soli 7 anni nella sua casa di Cardito. Quella morte fu il culmine di un calvario di botte di cui erano vittime anche le sue sorelline di 8 e 4 anni.

Troppe droghe, incapace di capire

Tuttavia l’avvocato di Badre non ha dubbi: il suo assistito era talmente impastato di droghe al momento del fatto da non poter capire che picchiando poteva dare la morte, ergo, l’ergastolo è una pena eccessiva. Il 26enne condannato aveva messo a verbale di essere abituato a fumare fino a 20 spinelli al giorno e di fare uso sporadico di cocaina. Malgrado questo si sarebbe definito “un ottimo padre”.

Poi aveva raccontato di avere assunto droga anche quella mattina del 27 gennaio 2019. In quell’occasione Badre era uscito di casa per comprare una pomata a Giuseppe. A far scattare l’ennesimo pestaggio fu la rottura accidentale di un mobile da parte dei bambini. Badre si accanì su Giuseppe e sulla sorellina a mani nude e perfino con una mazza di scopa.

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