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Piano vaccini, Curcio: “Hotspot in ogni città, si procede in base all’età”

Hotspot in ogni città, coinvoglimento dei volontari della Protezione Civile, somministrazioni per età: Curcio illustra il piano vaccini.

fabrizio curcio protezione civile

Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha affermato che il nuovo piano vaccini prevede che le somministrazioni seguano il criterio dell’età e che ogni città sia dotata di un hotspot: l’obiettivo è quello di arrivare a iniettare 500 mila dosi al giorno.

Curcio sul piano vaccini

Intervistato dal Corriere della Sera ha annunciato che nonostante i ritardi della consegne abbiano provocato un rallentamento, ora si sta recuperando bene. Entro la fine di marzo arriveranno 4 milioni e mezzo di dosi e “se le case farmaceutiche rispetteranno le scadenze a fine giugno ce la faremo“. Curcio ha poi manifestato la necessità di un maggior coordinamento e condivisione degli obiettivi tra le regioni in modo che non vi siano disparità tra i territori.

Dopo aver vaccinato gli ultra ottantenni, le categorie fragili, i docenti, le forze armate, di polizia e di protezione civile, l’unico criterio da seguire per le somministrazioni sarà d’ora in poi quello dell’età. Quanto al timore che alcuni governatori possano procedere in maniera diversa, l’esperto ha affermato che dall’11 marzo è entrato in vigore il decreto condiviso con le Regioni e che pertanto tutti si atterranno a questo parametro.

Per accelerare la campagna, ha continuato, sarà necessario creare hotspot vaccinali in ogni città. La Protezione Civile è pronta ad allestirli come accade quando c’è un terremoto o un’alluvione e a mettere a disposizione i suoi 200 mila volontari. Si sta dunque lavorando alle linee guida per renderli uguali ovunque: grande parcheggio, entrate e uscite separate, area di attesa, medici che verificano le condizioni di idoneità, sale per l’inoculazione e altre dove aspettare i 15 minuti obbligatori. In più, ha concluso, un ruolo strategico potranno averlo le farmacie, come sta avvenendo con i tamponi rapidi, i medici di base ma anche gli odontoiatri: “Sarebbe ben strano che si opponessero alla campagna vaccinale allontanando la luce in fondo al tunnel“.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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