Cronache di Napoli: la truffa delle monete tra loro simili
Cronache di Napoli: la truffa delle monete tra loro simili
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Cronache di Napoli: la truffa delle monete tra loro simili

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Cronache di Napoli: in queste ore sta girando una truffa che vede coinvolti monete simili, facilmente confondibili tra di loro. Un caso simile un anno fa.

Cronache di Napoli: in queste ore sta girando una truffa che vede coinvolti monete simili, facilmente confondibili tra di loro. Un caso simile un anno fa.

Ancora una volta una truffa “monetaria“. Ma non parliamo certo di colpi in banca o di falsari in grande stile che stampano biglietti falsi. Parliamo di qualcosa che colpisce la vita di tutti i giorni nella sua quotidianità. Una truffa così piccola che entra facilmente nelle vostre tasche senza che voi ve ne rendiate conto. Un episodio già notte nelle cronache di Napoli: lo scambio sbadato tra monete simili.

Da poche ore sul web infatti gira la notizia di questa truffa. L’inganno riguarda le monete da 2 euro e i pezzi dei 20 scellini appartenenti alla Repubblica del Kenya. Come si fa a scambiarli? Praticamente sono uguali (tranne per le immagini). Entrambi hanno lo stesso peso e la stessa fattura bimetallica. Nella fretta di far la spesa e tornare a casa nessuno di noi guarda quasi mai il resto. Ma a un occhio attento alcuni particolari saltano subito all’occhio.

I 20 scellini del Kenya hanno infatti le scritte diverse rispetto le nostre, e sul rovescio della moneta portano la cotta d’armi dello stato africano sovrastata dal numero 20.

Sul dritto invece spicca il volto del primo presidente della Repubblica del Kenya. Una differenza non da poco se si conta che noi, come segno distintivo, usiamo rappresentare gli stati dell’Unione Europea! Controllate bene le vostre tasche tra un acquisto e l’altro.
Oltre la differenza di simboli e la provenienza, le due monete hanno anche un valore differente: la moneta africana infatti vale appena 0,16 centesimi di euro.

Cronache di Napoli: casi similari

Già un anno fa circa, la Federconsumatori aveva avvertito i cittadini di mettersi in guardia contro una truffa similare. Il caso era stato portato alla luce nelle cronache di Napoli. La federazione dei consumatori aveva infatti denunciato alcuni esercizi e alcuni centri commerciali in quanto davano nel resto delle monete del tutto simili ai 2 euro. Era il caso dei Bath Thailandesi, una moneta del tutto similare ai nostri due euro, anche nel peso. La differenza al solito si poteva ammirare per i simboli diversi e per le esotiche scritte sulle stesse.

La truffa al tempo interessò i punti turisticamente rilevanti. il valore della moneta della Thailandia era nettamente inferiore agli Euro, tant’è che 10 Bath erano avevano il valore di 0,25 centesimi di euro.

Al tempo la Federconsumatori denunciò l’accaduto e avvertì tutti gli stranieri e i turisti di controllare con la massima attenzione il resto ricevuto nelle loro transazioni monetarie.

Da Napoli, il caso si diffuse un po’ lungo tutta la penisola Italiana: casi si registrarono un po’ ovunque, coinvolgendo altre monete bimetalliche del tutto simili ai nostri due Euro (come la Sterlina egiziana). All’epoca dei fatti le foto delle monete incriminate fecero il giro dei Social media. Un post con tanto di foto venne rilasciato anche dall’account FB di Agente Lisa (il canale social delle informazioni della Polizia di Stato).

Non sono i primi casi certamente avvenuti con questo genere di truffe. L’attenzione non è mai troppa durante la spesa.

Bisogna guardare. Anche se di poco valore, sono monete affascinanti, almeno per i collezionisti. Non è certo una truffa così grave quanto quella dei falsari di monete (per cui esistono metodi sicuri di riconoscimento come la pesatura) o l’uso delle monete da collezione per pagare.

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