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Csel, quasi 10mila interventi contro rischio idrogeologico finanziati dal 1999 al 2021

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Roma, 25 set. (Adnkronos/Labitalia) - Sono 9.961 gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, dal valore di oltre 9,5 miliardi, che sono stati finanziati tra il 1999 e il 2021 dal ministero dell’Ambiente (ora Transizione ecologica) e dal ministero dell’Interno. Oltre 4mil...

Roma, 25 set.

(Adnkronos/Labitalia) – Sono 9.961 gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, dal valore di oltre 9,5 miliardi, che sono stati finanziati tra il 1999 e il 2021 dal ministero dell’Ambiente (ora Transizione ecologica) e dal ministero dell’Interno. Oltre 4mila le opere i cui lavori sono stati completati. Questi alcuni dei dati emersi da una elaborazione di Centro Studi Enti Locali (Csel), per Adnkronos, basata su dati Rendis-Ispra.

"Come testimonia la recente tragedia marchigiana, però, nonostante questi investimenti non di poco conto, l’obiettivo messa in sicurezza del territorio sembra sempre più lontano", avverte Csel.

Lo attestano anche i risultati degli ultimi rapporti Ispra sul dissesto idrogeologico che hanno visto, in sei anni, aumentare significativamente il numero di persone a rischio alluvione. Tra il 2015 e il 2021, il numero di abitanti che vive in una zona a pericolosità idraulica elevata è passato da 1.915.236 a 2.431.847 (+516.611 persone), gli italiani esposti a un rischio medio sono passati da 5.922.922 a 6.818.375 (+895.453 persone) e quelli a basso rischio sono aumentati del 5,4% (da 9.039.990 a 12.257.427).

Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana le regioni in cui la minaccia alluvioni è in assoluto più alta.

Il rapporto Ispra 2021 'Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio' ha messo in evidenza che ci sono ben 587 comuni in “con almeno il 20% dell’intera superficie comunale in area allagabile, in caso di scenario di probabilità elevata è 587, ossia il 7,4% del totale dei Comuni (7.904); nello scenario medio è 1.014, ossia il 12,8% del totale dei Comuni e, in caso di scenario di probabilità rara, è 1.577, ossia il 20,0% del totale dei Comuni”.

Come emerge dall'elaborazione di Csel basata su dati Rendis-Ispra, la regione che ha avuto più risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico tra il 1999 e il 2021 è stata la Sicilia (955 milioni, pari al 10% del totale). Seguono Campania e Calabria con 903 e 863 milioni di euro, Lombardia con 776 milioni, Toscana (696 milioni), Lazio (669 milioni), Piemonte (566 milioni), Liguria (560 milioni), Puglia (526 milioni) ed Emilia-Romagna (515 milioni).

Ingenti anche le risorse assegnate all’Abruzzo (453 milioni), al Veneto (377 milioni), alla Sardegna (384) e alle Marche (296). Chiudono il cerchio il Molise con 253 milioni di euro, la Basilicata con 239 milioni, l’Umbria con 180, il Friuli – Venezia Giulia con 170, il Trentino-Alto Adige con 49 milioni e la Valle d’Aosta con 43.

Difficile scattare una fotografia precisa dello stato di attuazione di queste opere – osserva Csel – posto che, per poco meno di metà opere (4.333), i dati non sono disponibili. Ciò che emerge dai dati analizzati è però che sono 4.148 le opere di mitigazione del rischio idrogeologico completate nel periodo 1999-2021, 47 quelle in attesa in avvio, 14 quelle ferme alla fase esecuzione studi e indagini, 327 quelle in fase di progettazione, 158 quelle la cui progettazione è stata ultimata, 161 gli interventi arrivati allo step dell’aggiudicazione lavori, 484 i lavori in fase di esecuzione, 16 quelli per cui sono attualmente al vaglio delle richieste di modifica e 208 quelli revocati o nulli.