Cucchi, Cassazione: violenza carabinieri fu fine a se stessa
Cucchi, Cassazione: violenza carabinieri fu fine a se stessa
Cronaca

Cucchi, Cassazione: violenza carabinieri fu fine a se stessa

Stefano Cucchi

Per la Cassazione le "gravi lesioni riportate" da Stefano Cucchi costituiscono "una violenza fine a se stessa". La sorella dice: fu tortura.

In una sentenza la Cassazione mette nero su bianco che le “gravi lesioni riportate” da Stefano Cucchi costituiscono “un evento di una violenza fine a se stessa”. A renderlo noto Ilaria Cucchi, sorella del 30enne morto nel 2009 in ospedale ad una settimana dal suo arresto. Ilaria informa infatti come la Cassazione abbia rigettato la richiesta dei tre carabinieri che volevano essere assolti dall’accusa di abuso di autorità. Continua a tenere banco, inoltre, la denuncia del carabiniere Riccardo Casamassima che ha testimoniato contro i suoi colleghi. Il ministro della Difesa annuncia un incontro.

Violenza contro Cucchi fu fine a se stessa

“La Cassazione ha rigettato la richiesta dei tre carabinieri accusati del violentissimo pestaggio ai danni di Stefano Cucchi che volevano essere assolti con formula piena per la violazione dell’articolo 308 (abuso di autorità)” informa in una nota Ilaria Cucchi. La sorella del 30enne romano morto nel 2009 in ospedale ad una settimana dal suo arresto non ha dubbi: quella che ha subito Stefano Cucchi fu una violenza fine a stessa.

“Le parole della Cassazione sono chiare, fu tortura” prosegue nella nota.

Ilaria Cucchi sottolinea come nella sentenza si legga difatti che “le gravi lesioni riportate dalla vittima, consistite tra l’altro nella frattura della terza vertebra lombare e della quarta vertebra sacrale, condizionanti la sua capacità di deambulazione, costituiscano evento di una violenza fine a se stessa e non anche, come correttamente osserva il giudice di merito, di un’attività illecita posta in essere dai pubblici ufficiali finalizzata a contenere l’arrestato con modalità tali da imporgli una ulteriore restrizione, attraverso l’impiego di misure di rigore rivelatesi talmente brutali da produrre quelle gravissime conseguenze”.

La denuncia di Casamassima

A far riaprire il caso Cucchi fu il carabiniere Riccardo Casamassima, che ha testimoniato contro i suoi colleghi così come il carabiniere Maria Rosati, oggi sua compagna e madre dei suoi figli. Ieri in un video pubblicato su Facebook il militare ha denunciato di essere stato “trasferito alla scuola allievi con demansionamento umiliante e consistente decurtazione dello stipendio” come riassume Ilaria Cucchi.

“Per aver fatto il mio dovere, come uomo e come carabiniere, per aver testimoniato nel processo relativo a Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze” dichiara infatti in un video Casamassima.

“Avevo manifestato le mie paure prima del processo del 15 maggio” ricorda, citando indirettamente un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. “Paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola allievi ufficiali. – annuncia – Sarò allontanato da casa, sarò demansionato e andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada”.

“È scandaloso. – tuona il militare – Abbiamo subito di tutto ancor prima di andare a testimoniare. Ho subito minacce, nessuno mi ha aiutato. Mi hanno detto di stare attento perché dal comando generale c’erano troppe pressioni: eccole le pressioni”.

Ilaria Cucchi contro generale Nistri

Ilaria Cucchi rivolge quindi un appello ai Generali Nistri e Mariuccia, domandando loro: “Era proprio necessario tutto questo, dopo quanto è emerso durante il processo sino ad ora?”. “Dopo tutto quanto avete sentito riferire in udienza dai vostri sottoposti, dopo tutto quanto avete sentito urlare e confessare dai vostri sottoposti durante le intercettazioni ascoltate, verbali falsi, depistaggi, scarico di responsabilità proprie su altri, l’unica cosa che vi preoccupate di fare, adesso, è quella di mettere in croce Casamassima e Rosati?” prosegue la sorella di Stefano Cucchi.

Ilaria lascia intendere che il demansionamento di Casamassima sarebbe stato deciso per lanciare un messaggio ai colleghi di Casamassima che il prossimo 11 luglio dovranno sfilare di fronte ai giudici.

“Da più parti, dopo quanto sta emergendo al processo, ci viene raccomandata cautela e prudenza. Ci viene letteralmente detto di stare attenti. Molto attenti” informa infatti Ilaria Cucchi.

Su Facebook la sorella di Stefano sostiene inoltre che il “Generale Nistri, ci ha detto che ‘tutti hanno scheletri nell’armadio’“. “Beh, caro Generale, noi non li abbiamo, a meno che qualcuno non ce li metta. – dichiara – Ma questa è fantascienza”. “Non aggiungo altro – conclude Ilaria Cucchi – perché è vicino il momento in cui sarò chiamata a testimoniare di fronte ai Giudici”.

Risponde il ministro della Difesa

Nel video Riccardo Casamassima chiede l’intervento delle più alte cariche dello Stato, dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. A rispondere invece è il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. “Ho ascoltato il carabiniere su Facebook, ne ho già discusso con il comandante generale dell’Arma e sono disponibile a parlare con lui”.

Trenta precisa che è lei infatti “il ministro di riferimento” per il caso denunciato, annunciando che quello che Casamassima dice nel video “va approfondito”. “Sicuramente ci sono dei fraintendimenti” sostiene.

“Il trasferimento può essere stato deciso anche soltanto per tutelarlo. Questo lo dobbiamo approfondire” spiega il ministro della Difesa. Elisabetta Trenta però puntualizza che non è lei a poter eventualmente decidere di sospendere il trasferimento del militare.

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