Caso Cucchi, relazioni modificate per ordine dei superiori
Caso Cucchi, relazioni modificate per ordine dei superiori
Cronaca

Caso Cucchi, relazioni modificate per ordine dei superiori

Cucchi

Nuovo capitolo nell'oscura vicenda della morte di Stefano Cucchi, per la quale sono indagati 5 carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale.

Emergono risvolti inquietanti sul caso di Stefano Cucchi, il 29enne romano morto durante la custodia cautelare. Dalle aule del tribunale arriva l’ammissione di due carabinieri che sostengono come le relazioni sullo stato di salute del giovane siano state modificate per alcuni ordini ricevuti dall’alto: “Non ricordiamo chi fu a chiedere le modifiche, ma è stato un ordine gerarchico.”

La morte di Stefano Cucchi

L’arresto di Stefano Cucchi risale all’ottobre del 2009, quando il giovane fu messo in manette per possesso di droga. Durante la custodia cautelare, il ragazzo, in stato di malnutrizione, cominciò a soffrire di dolori al torace e all’addome. Sarebbe stato poi condotto d’urgenza all’ospedale, dove sarebbe morto.

In seguito al decesso, emerse da diverse testimonianze che Cucchi era stato probabilmente picchiato nei giorni precedenti alla morte.

Le accuse

Nel caso Stefano Cucchi sono indagati 5 carabinieri: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco. Tre degli agenti devono rispondere di omicidio preterintenzionale.

Nel corso del processo, è emerso in tribunale che le due relazioni su quanto accaduto furono modificate il giorno stesso della consegna (26 ottobre 2009), forse per il fatto che alcuni dettagli avrebbero potuto creare delle complicazioni.

Il fatto è emerso dalle testimonianze di due militari dell’Arma, Francesco Di Sano e Gianluca Colicchio, che alla caserma di Tor Sapienza ebbero cura del 29enne romano la notte del suo fermo e la mattina successiva, fino al suo trasporto in tribunale per l’udienza di convalida.

“Mi chiesero di cambiarla, non ricordo per certo chi è stato ma posso dire che si è trattato di un ordine gerarchico” ha dichiarato Francesco Di Sano in riferimento a una delle relazioni. Gianluca Colicchio ha inoltre rivelato che Cucchi lamentava un forte dolore al capo e giramenti di testa. Ha ricordato di avere scritto nella relazione che il ragazzo, stando alle parole del teste, continuava a ripetere di soffrire di attacchi di epilessia, ma di non avere riconosciuto come sua la nota nella quale è scritto che il ragazzo “dichiara di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza e lamentandosi del freddo e della scomodità della branda in acciaio”. Per di più, il carabiniere ha affermato di avere scritto una sola relazione.

La seconda, che pure porta la sua firma, contiene termini che, come dichiarato dallo stesso Colicchio, non è solito utilizzare.

Durante l’udienza, Di Sano ha invece ammesso di essere stato sollecitato a ritoccare il verbale perché troppo dettagliato, arrivando alla versione definitiva: “Cucchi riferiva di essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo/umida che per la rigidità della tavola del letto (priva di materasso e cuscino) ove comunque aveva dormito per poco tempo, dolenzia accusata anche per la sua accentuata magrezza”.

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