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Guerra in Siria: le cause principali del conflitto

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La guerra in Siria è una tragedia umanitaria di enorme portata, scopri quali sono le cause principali del conflitto.

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Tra gli eventi che hanno segnato e stanno segnando il mono contemporaneo vi è senza dubbio la guerra in Siria, la quale va avanti ormai da diversi anni e che ha causato un numero incredibile di vittime e che ha costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case e le proprie città, ormai ridotte ad un cumulo di macerie. Questa guerra è diventata con il tempo lo scenario in cui si confrontano le grandi potenze internazionali e il campo di battaglia siriano è divenuto l’epicentro della sfida tra queste ultime per una egemonia non solo regionale, ma mondiale. Ma perché c’è la guerra in Siria e quali sono stati gli avvenimenti salienti di questo cruento conflitto?

Guerra in Siria: perché è iniziata?

Spiegare in modo sintetico quali sono stati gli avvenimenti di questo conflitto che ancora oggi va avanti senza la giusta copertura da parte degli organi di informazione, risulta molto difficile.

L’inizio di quella che è a tutti gli effetti una tragedia umanitaria di proporzioni che non erano immaginabili inizialmente, si può far risalire al marzo del 2011, quando sull’onda delle cosiddette “primavere arabe“, la popolazione scese in piazza per manifestare il proprio malcontento nei confronti di Bashar Assad e del suo regime. La reazione del regime a queste manifestazioni fu durissima e le proteste vennero represse nel sangue. Le proteste e la successiva rivolta che ne scaturì, cominciarono ben presto ad avere connotati di natura etnica e religiosa, oltre che politica, visto che la maggioranza della popolazione siriana è sunnita, mentre Assad e quella che è la classe dirigente del paese, che rappresenta il resto della popolazione, è sciita. Nel 2012 gli scontri in piazza che andavano avanti da mesi, finirono con il diventare una vera e propria guerra civile, che va avanti ancora oggi.

Da quel momento si crearono due fazioni ben distinte: da un lato Assad, con il sostegno dell’Iran, della Russia di Putin e tra le righe anche della Cina, senza dimenticare il supporto politico da parte di Corea del Nord e Venezuela.

Dal’altra parte, la compagine dei ribelli, che si presentavano sul campo come molto variegati da un punto di vista politico, aveva il supporto di altri stati dell’area, come Qatar ed Arabia Saudita, senza dimenticare l’Occidente, con in testa gli Stati Uniti. Nel corso delle ostilità anche i curdi sono scesi in campo e nel 2013 alcuni ribelli si sono uniti e hanno dato vita all’Isis, creando una sorta di stato parallelo che si estendeva su parte della Siria e dell’Iraq. Ad un certo punto Assad sembrava sul punto di capitolare, ma l’intervento della Russia gli ha consentito di ribaltare la situazione in campo, ad un prezzo di vite umane molto alto. Ad oggi lo Stato Islamico è stato smantellato e la guerra è continuata tra lealisti, curdi e ribelli divisi in varie fazioni.

Guerra in Siria: le cause principali

Ad oggi la Siria è lo scenario in cui si confrontano le grandi potenze internazionali e regionali.

Sicuramente le motivazioni alla base della guerra continuano ad essere di natura politica per quanto concerne le rivendicazioni che sono state alla base delle proteste che hanno poi innescato la guerra ed anche di tipo religioso. Ad ogni modo, questa guerra è diventata nel giro di poco tempo, decisiva per gli equilibri di tipo geopolitico nell’area e di riflesso a livello internazionale. Infatti, chi dovesse uscire vincitore da questa guerra, rafforzerebbe in modo decisivo la propria posizione in Medioriente: basti pensare ad esempio ad Israele, che nel caso di vittoria di Assad, si ritroverebbe in pratica con un paese succube politicamente e non solo, dell’Iran, acerrimo nemico di Tel Aviv.

Vi sono poi motivi di tipo economico, visto che la Siria si caratterizza per la presenza di importanti giacimenti di petrolio e risorse naturali che fanno gola a molti e che senza dubbio sono alla base della guerra che dura da ormai quasi 10 anni.

In tutto questo molti sembrano dimenticare le sofferenze indicibili dei civili e tutte le problematiche connesse ad una guerra che ha creato centinaia di migliaia di sfollati e che rischia di segnare in maniera indelebile una generazione.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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