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Reggia di Caserta: la storia e le curiosità sull’edificio

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La Reggia di Caserta è considerata la Versailles italiana, nonché l'ultimo esempio di barocco italiano: tutta la storia e le curiosità più interessanti sull'edificio simbolo della città.

Reggia di Caserta, storia e curiosità
La storia e le curiosità sulla Reggia di Caserta

L’Italia è una nazione ricca di cultura e di luoghi imperdibili, capaci di catturare l’attenzione di qualsiasi turista. Vi sono diversi edifici che contribuiscono a rendere il Bel paese una delle mete predilette di tutti i viaggiatori amanti dell’arte e della cultura. Uno tra i siti più importanti e rappresentativi per la storia dell’arte in Italia è senza ombra di dubbio la Reggia di Caserta.

Il fatto che questo maestoso edificio sia anche conosciuto come la “Versailles italiana” fa capire molto della sua importanza dal punto di vista architettonico, culturale e storico. Ma qual è la storia del simbolo della città di Caserta? E quali sono le curiosità legate ad essa di cui vale la pena essere a conoscenza?

La storia della Reggia di Caserta

La prima cosa da sapere quando si parla della storia della Reggia di Caserta è che nel XVIII secolo il Regno di Napoli divenne parte dei domini borbonici.

Questo evento fu molto importante, in quanto Carlo di Borbone, colui che successivamente sarebbe divenuto re di Spagna con il nome di Carlo III, decise di avviare una serie di opere volte a cambiare radicalmente il volto di tutte le città che facevano parte del defunto Regno di Napoli, tra cui ovviamente vi era anche Caserta.

Tra le tante opere commissionate vi era anche quella che nelle intenzioni doveva essere la più importante residenza reale. Inizialmente essa doveva sorgere a Napoli, ma poi si decise di spostare la costruzione nella zona di Caserta. Il motivo stava nel fatto che Napoli presentava diverse problematiche, tra cui la sua eccessiva vicinanza al mare, mentre Caserta e le zone limitrofe si trovavano in una zona fortemente pianeggiante.


Luigi e Carlo Vanvitelli: gli architetti della Reggia

I Borboni nominarono Nicola Savi come architetto per la Reggia di Caserta, tuttavia egli dovette declinare la proposta per serie problematiche di salute.

La scelta si spostò allora su Luigi Vanvitelli, che già aveva dimostrato la sua bravura e il suo gusto nella costruzione della Fontana di Trevi. Vanvitelli impiegò un anno per la progettazione di quella che oggi è nota con il nome di Reggia di Caserta. La prima pietra fu posata il 20 gennaio 1752. Luigi Vanvitelli morì nel 1773 e non riuscì a vedere la costruzione finita. Lasciò il proseguimento dei lavori a suo figlio Carlo.

L’eccessiva durata dei lavori fu dovuta anche a questioni di natura politica. La costruzione della Reggia di Caserta si svolge in circa cento anni: il progetto originale di Vanvitelli passa di mano in mano, ed è questo il motivo dei numerosi cambiamenti di stile apportati in corsa e il discostamento dal progetto originale.

I lavori terminano ufficialmente nel 1845. Per capirne appieno la bellezza e comprendere perché essa venga definita come la Versailles italiana, bisogna assolutamente visitarla, anche se già dalle foto si intuisce la sua maestosità e bellezza che ne fanno un edificio unico al mondo nel suo genere.

Le curiosità più interessanti sull’edificio

Quello che molti non sanno è che la Reggia di Caserta, anche per la lunghezza estrema dei lavori di costruzione, si può considerare come l’ultimo grande esempio del barocco italiano. Per arrivare al completamento della sua costruzione venne spesa una cifra che oggi equivarrebbe a 150 milioni di euro. Questo fa capire come per l’epoca si trattasse di una cifra davvero al di fuori dal comune.

Altra curiosità molto interessante riguarda la via che porta alla Reggia di Caserta. Nel disegno originale essa doveva arrivare fino a Napoli, ma alla fine questo fu uno degli aspetti del progetto originario che non si concretizzò nel corso dei lavori.

Tra le curiosità più interessanti riguardanti la Reggia di Caserta vi è senza dubbio quella riguardante la manodopera che venne impiegata per la sua costruzione: com’è facilmente immaginabile, furono migliaia le persone che lavorarono nei cantieri. Tra di esse vi erano non solo operai altamente qualificati, ma anche carcerati e addirittura persone che venivano inviate come schiavi in quello che è passato alla storia come il Regno delle Due Sicilie.

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