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Jacques Prévert: la vita, le poesie d’amore e le frasi celebri

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Jacques Prévert, uno degli autori francesi più famosi soprattutto per le sue poesie d'amore: vita, opere e frasi celebri del poeta romantico.

Jaques Prévert: biografia e opere
Jaques Prévert: la biografia e le opere di uno dei maggiori poeti del Novecento

Uno dei massimi poeti e sceneggiatori francesi del Novecento. Jacques Prévert, aderente alla corrente surrealista, è conosciuto soprattutto per essere l’autore di poesie d’amore. Famose anche le canzoni composte a partire dai suoi versi e i film di cui scrisse i dialoghi.

Jacques Prévert: la vita

Jacques Prévert nacque il 4 febbraio del 1900 a Neully sur Seine. Con il fratello Pierre si crea da subito un legame molto intenso che i due manterranno nel corso della vita, collaborando spesso anche da un punto di vista professionale.

Trascorse la sua infanzia a Parigi, dove il padre ottenne un lavoro presso l’Office Central de Pauvres e, accompagnandolo spesso nei quartieri più poveri e degradati della città, maturò ben presto solidarietà ed empatia per le classi meno agiate, così come la consapevolezza delle ingiustizie sociali.

Nonostante i problemi economici della famiglia, Jaques riuscì a godere di spettacoli cinematografici e teatrali verso i quali mostrò da subito un forte interesse. A quindici anni però, dopo il diploma di terza media, abbandonò gli studi per un’insofferenza crescente verso le regole scolastiche e per guadagnarsi da vivere svolse lavoretti saltuari.

Finita la Prima Guerra Mondiale, nel 1920 cominciò il servizio militare, prima a Lunéville e successivamente ad Istanbul, un’esperienza che lo segnò particolarmente perché maturò subito idee antimilitariste e perchè conobbe Marcel Duhamel che lo introdusse ben presto nel movimento surrealista.


Se inizialmente partecipò attivamente alla vita del circolo surrealista, con il passare del tempo, si staccò dal movimento. Nel 1929, con un articolo provocatorio, inserito nel pamphlet “Un cadavere” e intitolato “Mort d’un monsieur“, accusò il rappresentante del surrealismo di eccessivo autoritarismo.

Nel frattempo continuò la collaborazione con il “Gruppo d’Ottobre“, una compagnia teatrale che si occupava di temi sociali, mettendo così in scena opere di attualità politica. Accanto a quello teatrale mantenne il suo impegno cinematografico come soggettista e scenografo.

Tra gli anni 1945 e 1947 Prévert riprende la sua attività teatrale con la rappresentazione di un balletto al quale collabora anche Pablo Picasso. Negli ultimi anni della sua vita, colpito da un male incurabile, si ritirò in solitudine ricevendo solo le persone a lui più care. Si spense nella sua dimora a Omonville-la-Petite l’11 aprile 1977.

Opere e poesie d’amore

Prévert iniziò la sua vera e propria attività letteraria dopo il matrimonio con Janine Tricotet, da cui ebbe la figlia Michelle. Nel 1945 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, “Parole” che otterrà subito un enorme successo, così come le sue successive pubblicazioni, tra cui “La pioggia e il bel tempo“, “Alberi” e “Le foglie morte“.

I temi predominanti nelle sue opere sono l’intolleranza al conformismo e al potere, il rifiuto della banalità e una costante vicinanza ai bambini e agli animali, per lui simboli di libertà. Ma il tema più presente nella sua attività letteraria è l’amore:la sua energia vitale riesce a sconfiggere il male e le meschinità del mondo e niente può annullarne la potenza. Anche se a volte è sinonimo di sofferenza e tradimento, l’uomo lo ricerca costantemente perché aspira ad una fuga dalla una realtà che lo opprime.

Dichiaratamente ateo, Prévert parla spesso della religione e della guerra, spesso equiparandole tra loro. Esse hanno in comune una forza distruttiva, entrambe scelgono come vittime le classi sociali meno agiate e poco istruite e si basano sul conformismo, sulla superstizione e sull’individuazione di un nemico da abbattere.

Le frasi celebri di Jacques Prévert

  • La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro.
  • Questo amore così vero, questo amore così bello, così felice, così gaio e così beffardo, tremante di paura come un bambino al buio.
  • La vita è una ciliegia | La morte il suo nòcciolo | L’amore il ciliegio.
  • Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio.

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