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Giuseppe Cruciani racconta ‘Nudi’: “Oggi, come sempre, l’erotismo muove il mondo”

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Resta sempre in bilico tra scandalo e tenerezza "Nudi", il nuovo libro di Giuseppe Cruciani: l'intervista a Notizie.it.

giuseppe cruciani nudi

“Mi promette che non mi aggredirà?”. Inizia così la conversazione con Giuseppe Cruciani, conduttore del programma cult “La Zanzara” su Radio24 e adesso in libreria con “Nudi. Il sesso degli italiani” (La nave di Teseo, pp. 480). Lui ride, replica quasi sorpreso: “Perché?” con quell’intonazione inconfondibile e provocatoria, dunque ci addentriamo nella materia erotica che affronta con dovizia di particolari, utilizzando la terminologia esplicitamente corretta che caratterizza tutti i suoi interventi e che resta sempre sul bilico fra scandalo e tenerezza.

Nel suo ultimo libro di tenerezza ce ne è molta, insieme a orgasmi e a una serie di esecizi ginnici che vanno oltre l’abituale costume italico e che coinvolgono divinità erotiche contemporanee e manifestazioni fallocratiche molto care a Cruciani: prostitute, Vittorio Sgarbi, dominatrici e gigolò, Mauro Corona e Pupo.

Cruciani_Nudi

Intervista a Giuseppe Cruciani

Un libro non si valuta dalla copertina. Eppure lei ha deciso di metterci sopra il suo fondoschiena. Perché?

Scrivo degli italiani che si denudano, e si svestono e fanno sesso. Mi sembrava in qualche modo giusto mettere una parte di me a nudo. Nel libro poi non mancano riferimenti autobiografici più o meno espliciti. Ormai non dimentichiamoci che nel sesso tutto è sdoganato. Mettere sulla mia copertina un culo maschile, il mio, mi sembrava la scelta giusta.

Fra i riferimenti del libro c’è Pier Paolo Pasolini, e il suo ormai cult “Comizi d’amore”. Come è cambiata l’Italia a letto negli ultimi cinquant’anni?

Quello di Pasolini è più un riferimento letterario, che non mi appartiene e mi sembra un po’ irrispettoso. Non è stata un’idea mia metterlo sul retro di copertina. In comune abbiamo il fatto che si tratti di un viaggio dentro la sessualità. E che raccontiamo l’Italia che viviamo.

Parlare dei cambiamenti è impossibile: oggi il Paese è più libero, ha meno tabù e soprattutto c’è internet che ha rivoluzionato la sessualità e il mondo di internderla. Oggi come allora, però, l’erotismo muove il mondo.

Lei quando ha scoperto l’erotismo?

Il sesso l’ho scoperto a quindici anni, ma cosa è l’erotismo l’ho capito intorno ai trenta. Dopo ho iniziato ad appassionarmi alla materia.

In che modo?

Sono arrivate delle esperienze che mi hanno aperto gli occhi, e mi hanno accompagnato nella sperimentazione sessuale e nel cercare di comprendere la materia, avere sempre meno pudori.

Ho iniziato a voler provare delle cose sempre diverse, quasi avessi a che fare con la scienza, e a superare qualche tabù. È stata una cosa progressiva. Alla fine ho cominciato a considerare il sesso come una scienza. Andrebbe analizzato così, come facciamo con tutte le altre cose.

A proposito di tabù: quali sono quelli che ancora sopravvivono nel nostro tempo dove tutto pare sdoganato?

Oggi è possibile usufruire del sesso in qualsiasi modo, in qualsiasi tempo. Eppure se ne parli in pubblico sei considerato perverso, se ne parli sui media sei considerato fuori dai giri che contano. È paradossale che sia ancora valutato disdicevole vendere il proprio corpo, quando per me è come vendere la propria voce, fare una prestazione professionale. Professarsi libertino, dunque vivere in una coppia scambista, è ancora un tabù. Ammettere di prendere parte a delle orge è impensabile, anche davanti alla propria ristretta coppia di amici.

Come se lo spiega?

Questo tipo di sessualità viene bollata come una sorta di perversione, una cosa da sporcaccioni. Una volta accadeva così per i gay. Oggi il nuovo tabù è lo scambismo.

In un’epoca in cui sdoganare è un esercizio quotidiano, quanto durerà questo tabù?

È solo una questione di tempo. Ci sono sempre più siti in cui se ne parla, e un maggior numero di persone che lo confessano apertamente. Forse la prossima generazione lo considererà normale.

Le conseguenze saranno solo positive?

Credo di sì. La repressione di alcune voglie, e di alcuni desideri, ha delle conseguenze non solo nei rapporti di coppia, ma anche in quelli familiari. Le faccio un esempio concreto.

Prego.

Una dominatrice mi ha raccontato di uomini che vanno da lei con la necessità di essere dominati. Uomini che provano piacere facendosi calpestare, provando dolore, cercando dei traumi fisici. Tutto questo non è vissuto come l’esercizio di una perversione, ma come la ricerca di una risposta a delle necessità impellenti che nella coppia a volte non trovano sfogo.

Necessità che lei mette a nudo del suo libro: in alcuni momenti pare un aggiornamento del Kamasutra o una rilettura dell’opera di Casanova. Di amore però non si parla mai.

Quelle che racconto sono storie estreme di sesso estremo. Ho cercato di capire dove l’animo umano può arrivare nel trovare godimento.

La Chiesa è nominata spesso, a cominciare da quel “sesto comandamento che dice che non si possono commettere atti impuri”.

La Chiesa ha giocato un ruolo repressivo nel corso degli anni passati. Oggi il suo ruolo è marginale, ma resta sicuramente un lascito culturale, un substrato che ha colonizzato molti immaginari.

Ha raccolto decine di storie. Ha mai provato pietà?

Mai. Neanche per il sexual addicted. Ho ascoltato persone disperate, persone che non accettavano loro stessi, ma non ho mai provato pietà. Mi sono immedesimato, ho provato eccitazione in alcuni casi, in altri curiosità, a volte felicità.

Cuck. Cleaner. Helper. Gang Bang. Anche nel sesso il lessico specifico è inglese. Secondo lei perché?

È una questione di lingua, e di sintesi. Gli inglesi riescono a ridurre in una singola parola ciò che in Italia è una perifrasi.

Tornando all’analisi testuale, parliamo di Jessica che dice: “la parola puttana la considero positiva”. Perché dovrebbe essere negativa?

Le parole incontrano spesso il politicamente corretto. Ora si dice escort. Come dire frocio invece di gay, perché suona meglio. Le persone senza pregiudizi la usano, secondo me è la parola più semplice che c’è.

Altra parola che utilizza con successo è neopurtiano. Oggi chi è il neopuritano?

Chi rifiuta la prostituzione. Quelli che pensano che vendere il proprio corpo per morale sia improponibile. Quelli che fanno del possesso un elemento fondamentale del rapporto con la donna, nonostante le pericolosissime conseguenze: scatti di ira, eccessi di rabbia, violenza e morte. Dovremmo eliminare il possesso, non le puttane.

Chi sono i neopurtiani oggi?

Sicuramente Laura Boldrini, il mio amico Parenzo ma anche Mario Adinolfi. Tutta quella serie di deputate che hanno fatto progetti di legge sulla punizione del cliente di prostitute. Ma su questi temi non si sono espressi in molti. Io rispetto queste posizioni, ma sono all’esatto opposto. Esiste il diritto di essere neopuritani, ma l’importante è non imporlo agli altri.

Come è cambiato il sesso ai tempi del covid?

Il sesso si è spento con il primo lockdown per mancanza di possibilità. E si è riversato nelle case: facendo esplodere le relazioni, producendo nella maggior parte delle volte disastri. Adesso credo che la gente non segua le indicazioni, e che il sesso continui a essere libero.

Proseguirà a condurre la Zanzara?

L’anno scorso avevo detto che forse sarebbe stata l’ultima stagione. Il covid ha cambiato un po’ la situazione. Non ci sono grandi progetti a lungo termine per quanto riguarda la trasmisisone. Oggi puntiamo sul podcast, che si sta rivelando un successo. La cosa che continuiamo a fare è una.

Quale?

Divertirci. Io non riesco a fingere che vada tutto bene quando le cose non funzionano. Non riesco a essere falso in diretta. Fino a quando ci sarà entusiasmo, e il gruppo funzionerà, andremo avanti.

Sono numerosi i suoi aforismi fulminei che punteggiano il libro. Fra questi: “La fedeltà non esiste, non appartiene agli organi genitali”. Dunque, cosa appartiene agli organi genitali?

La fedeltà e il rapporto che si ha con il proprio partner per me non ha a che vedere con la fisicità, ma con la testa. L’organo genitale può non essere dedicato esclusivamente a una persona, eppure non generare alcuna infedeltà.

Lei come si considera?

Io non sono mai stato fedele dal punto di vista erotico. Il mio uccello è sempre stato infedele.

E la sua testa?

Non sempre, ma a volte è capitato che fosse fedele. E questo è bastato.

Scrittrice e giornalista, ha pubblicato tre romanzi e un saggio sulla ‘ndrangheta. È coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide, collabora con diversi giornali ed è autrice di documentari per Radio3 Rai e Rai1. Con "Bellissime" (Fandango Libri, 2017), che ha prodotto tre interrogazioni parlamentari e un DDL, è stata vincitrice di numerosi premi fra cui il Premio Benedetto Croce; ne è stato tratto un documentario disponibile su Netflix. Nel 2018 ha pubblicato con Carmine Gazzanni "Nella Setta" (Fandango, 2018), che ha vinto il Premio Mattarella Giornalismo e il Premio Giornalismo Investigativo Europeo. Il suo ultimo libro è "Sarah" (Fandango, 2020) che diventerà una serie fiction per Groenlandia.


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Flavia Piccinni

Scrittrice e giornalista, ha pubblicato tre romanzi e un saggio sulla ‘ndrangheta. È coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide, collabora con diversi giornali ed è autrice di documentari per Radio3 Rai e Rai1. Con "Bellissime" (Fandango Libri, 2017), che ha prodotto tre interrogazioni parlamentari e un DDL, è stata vincitrice di numerosi premi fra cui il Premio Benedetto Croce; ne è stato tratto un documentario disponibile su Netflix. Nel 2018 ha pubblicato con Carmine Gazzanni "Nella Setta" (Fandango, 2018), che ha vinto il Premio Mattarella Giornalismo e il Premio Giornalismo Investigativo Europeo. Il suo ultimo libro è "Sarah" (Fandango, 2020) che diventerà una serie fiction per Groenlandia.

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