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La cupola di Antonioni, tesoro nascosto della Sardegna

Villa Antonioni: uno dei tesori nascosti della Sardegna, situato in Costa Paradiso, giace ormai da anni in stato di completo abbandono.

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In Costa Paradiso – lungo il versante meno noto della Gallura – e nel mezzo di un paesaggio quasi lunare ed incontaminato spiccano due edifici in cemento, dalla forma a cupola, che ad un ignaro passante potrebbero sembrare gli scheletri di uno dei tanti abusi edilizi abbandonati che costellano le nostre coste: Villa Antonioni

La cupola di Dante Bini per Antonioni

Le due cupole sono invece opera dell’architetto Dante Bini, che per il suo stile particolare era conosciuto come l’architetto delle bocce e delle piramidi. Verso la fine degli anni ’60 l’eclettico architetto progetta e realizza per conto del regista Michelangelo Antonioni una villa, attraverso la quale il regista ferrarese vuole impressionare la sua compagna di allora, Monica Vitti.

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La villa è stata costruita attraverso una tecnica costruttiva chiamata “Binishell”, molto utilizzata negli anni sessanta e ancora in uso. La tecnica utilizzata prevede un’unica colata di cemento armato, sollevata e gonfiata dalla pressione dell’aria al suo interno. Una volta solidificatosi il cemento, si procede ritagliando le aperture di porte e finestre.

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La seconda cupola

Poco distante sorge una seconda cupola, più piccola, commissionata dal pittore Sergio Vacchi, considerato uno dei maestri dello stile Informale nato nella seconda metà del secolo scorso.

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La breve vita della Villa

La villa principale è stata abitata per qualche anno dalla coppia. Ma se è vero che le relazioni finiscono, nel Jet-set hanno durata ancora più breve. Infatti nel giro di qualche anno i due si lasciarono, e vissero per un breve periodo come vicini di casa. Per un breve periodo la ormai ex compagna di Antonioni, Monica Vitti, si trasferì nella più piccola delle due cupole. Ma dopo poco abbandonò l’isola, lasciando da solo il regista, che, dopo qualche anno, fece ritorno sulla terraferma. Le due cupole negli anni successivi passarono di mano in mano, ma nessuno dei nuovi proprietari se ne curò, lasciandole così in stato di abbandono.

Le strutture rimangono meta di visita

Stato in cui le troviamo ancora oggi, con il cemento armato che mostra ormai i suoi anni, ma che rimane meta di visita per studenti e cultori del cinema. In molti infatti vanno a visitare la villa, anche sapendo di poterla osservare solo da lontano: l’intera area è infatti privata, e l’accesso rimane vietato. E nonostante le proposte tese a ridare una vita a questo complesso avanzate da più parti, gli attuali proprietari hanno preferito finora lasciarlo in stato di abbandono, rendendolo uno tra i tanti tesori abbandonati dal nostro paese.

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