Faretra: il contenitore delle frecce da portare a spalla
Faretra: il contenitore delle frecce da portare a spalla
Storia

Faretra: il contenitore delle frecce da portare a spalla

contenitore delle frecce

La faretra, il contenitore delle frecce, è uno strumento dalla storia antichissima. Veniva usato dall'uomo primitivo per la caccia, dall'arciere del medioevo fino ad arrivare allo sportivo olimpico del tiro con l'arco dei giorni nostri.

Il contenitore delle frecce da portare a spalla si chiama faretra. Utilizzato fin dai tempi più antichi, abbiamo tutti in mente l’immagine di Robin Hood che estrae la freccia da un astuccio di pelle prima di inserirla nell’arco per colpire il suo avversario. Ma è da tempi ancora più remoti che l’immagine di un contenitore di frecce riempie i libri di storia. Il primo, si ipotizza, sia l’uomo del tardo neolitico trovato sulle Alpi con una rudimentale faretra, il contenitore di frecce usato per cacciare gli animali. La faretra usata dall’uomo di Otzi era una sacca in pelle di forma rettangolare e allungata. Per renderla più resistente era stata applicata un’asta di legno di nocciolo che serviva a farla più salda nel caso di possibili rotture.

La faretra

La faretra è uno strumento fondamentale per praticare il tiro con l’arco, oggi uno sport molto in voga, un tempo un modo per difendersi ed attaccare, una vera e propria pratica di guerra.

Il termine faretra è anche usato nell’italiano corrente come metafora, ad esempio nell’espressione “ha aggiunto una freccia nella faretra” ad indicare il colpo messo a segno, l’obbiettivo raggiunto.

La storia di un contenitore delle frecce

Fino all’avvento delle armi da fuoco la faretra era uno strumento molto utilizzato dai soldati per contenere le frecce, le armi da guerra di un tempo. Nella storia ci sono differenti tipi di faretra che hanno accompagnato le azioni guerriere degli eserciti di tutto il mondo. Gli arcieri inglesi, durante la guerra dei cent’anni, usavano un contenitore delle frecce a forma di sacco, realizzato con pelli di pecora. Per questo il nome della faretra era quello di sacco di pecora. La sua particolarità era la disposizione delle frecce all’interno: rispetto alla faretra che conosciamo oggi a quell’epoca venivano inserite le frecce nel sacco con la punta verso l’alto. Sul fondo del sacco veniva cucito un pannello di legno che serviva a proteggere l’impennaggio della freccia, che così non rischiava di rovinarsi.

Il sacco era chiuso all’estremità con una corda che teneva le frecce al sicuro mentre il soldato si lanciava in prima linea contro gli avversari, magari armato di spada. Ciò permetteva l’uso di diverse armi da parte dello stesso soldato che poteva portare contemporaneamente spada e arco.

Un altro tipo di contenitore delle frecce conosciuto nella storia è il turcasso, utilizzato dagli arcieri turchi. A differenza della faretra, che si fissa alla spalla, il turcasso aveva un fissaggio particolare alla cintura. E’ stato rinvenuto in differenti fogge, formato prevalentemente di pelle conciato ma composto anche di pelle bovina e velli ovini. L’immagine del turcasso è molto conosciuta, presente in numerosi vessilli e bandiere del passato. E’ un termine molto usato anche nella letteratura, lo si ricorda in un passo della Divina Commedia di Dante e in un romanzo di Italo Calvino.

La faretra nel tiro con l’arco

Il contenitore delle frecce, oggi conosciuto come faretra, un tempo chiamato anche turcasso è un importante strumento per chi pratica lo sport del tiro con l’arco.

Introdotto nelle olimpiadi del 1900 a Parigi, il tiro con l’arco è diventato, nell’ultimo secolo, uno sport molto praticato in tutto il mondo. Ha fatto parte delle specialità Olimpiche fino al 1920, quando è stato escluso, per poi essere riammesso nelle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera. In Italia il gioco del tiro con l’arco è rimasto tale, cioè non era considerato un vero e proprio sport, fino agli anni ’30 dello scorso secolo. Era precedentemente conosciuto come un gioco per ragazzi, senza la professionalità di uno gioco sportivo. La prima società di tiro con l’arco ufficiale nata in Italia si data nel 1956, quando lo sport iniziò a essere praticato da sempre più persone.

La faretra, il contenitore delle frecce, è presente in commercio in differenti tipi. Esistono dei modelli da applicare allo stesso arco, da appendere alla spalla destra, alla schiena o da legare al fianco alla cintura. Può anche essere di differenti materiali: ne esistono in plastica, in cuoio o pelle, in tessuto o altri materiali.

I professionisti del tiro con l’arco preferiscono usare il modello da appendere alla cintura che garantisce una maggiore comodità nel sostenere l’arco e migliorare la precisione del tiro. La faretra da spalla, oltre ad essere apprezzata perché ricorda l’immagine suggestiva di Robin Hood, è oggi molto usata da numerosi sportivi. Per chi avesse esperienza del contenitore di frecce applicabile alla cintura, la faretra da spalla potrebbe risultare scomoda e ingombrante. Oggi, però, lo studio e la progettazione hanno garantito la costruzione di faretre molto comode anche se applicate alla schiena. Una volta abituati, anche gli arcieri più fedeli al metodo tradizionale, potranno ricredersi e sperimentare quanto è veloce e pratico estrarre la freccia direttamente da dietro la schiena. Per chi dovesse usare l’arco nei boschi è consigliata la faretra da fianco perché è più sicura in caso di cadute ed incidenti.

1 Commento su Faretra: il contenitore delle frecce da portare a spalla

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche