Da Sasch a Obi, ma per molti ex Teatro Tenda - Notizie.it
Da Sasch a Obi, ma per molti ex Teatro Tenda
Firenze

Da Sasch a Obi, ma per molti ex Teatro Tenda

ObiHall
Una volta era il Teatro Tenda, un vecchio tendone da circo giallo e verde, che iniziò la prima stagione di attività nel lontano 1978: un’idea innovativa, ma se vogliamo anche “romantica”, quella di ospitare in una “tenda” attori e musicisti al posti di acrobati e giocolieri.
Anche se l’acustica non era un granché, Fabrizio De Andrè vi registrò dal vivo con la PFM nel gennaio del 1979 l’ormai famoso doppio album dove sulla copertina lo immortalò.
Poi nel ’92 un cambio di proprietà impose un miglioramento strutturale e nell’aprile 2001 il glorioso teatro di Firenze si rinnovò cambiando nome in Saschall.
Dal 1° ottobre 2011, a poco più di dieci anni di distanza dalla posa della prima pietra di quest’ultimo, si trasforma ora in ObiHall.
Scaduto il contratto decennale con la Sasch, è stata cercata una nuova partnership che accompagnasse e sostenesse la struttura nei prossimi anni.

Il nuovo nome nasce da “Obi”, come il nome dell’azienda tedesca leader in Europa nel campo del bricolage, edilizia e giardinaggio, ed “Hall”, come segno di continuità con la storia recente e come rinnovata sottolineatura della vocazione di “sala” polivalente, moderna agorà.
Accanto allo sponsor principale sono presenti un co-sponsor (Gruppo Banca CR Firenze) e otto fornitori ufficiali (Coop Unicoop Firenze, Findomestic, Heineken, Sammontana, Coca Cola, Oranfrizer, Le Chiantigiane, INPA).
Tutte queste aziende hanno in comune il fatto di essere profondamente radicate nel territorio, un dato in linea con un Teatro che rappresenta un bene per la città di Firenze, ma anche per l’intera regione.

Non è bene entrare in merito a questa usanza di dare il nome in virtù delle aziende che lo sostengono, ma ancora oggi per molti rimane il “vecchio” Teatro Tenda, icona di una realtà fiorentina a livello sociale, culturale e politica, in quell’epoca libera e in crescita.

E pensare che mi ci sono voluti quasi 8 anni per abituarmi all’idea che aveva cambiato nome in Saschall…

(P.B.)

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