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Daisy Osakue, chiesta l’archiviazione per gli insulti razzisti: nessuna punizione per gli aggressori

Sembra che la decisione sia stata maturata per le difficoltà a identificare gli autori dei messaggi.

Caso Daisy Osakue: archiviazione del caso

Arriva una spiacevole notizia sul caso della denuncia presentata da Daisy Osakue, discobola e pesista italiana, di origini nigeriane: la procura di Torino ha richiesto l’archivizione dell’episodio di razzismo che vede protagobista la giovane atleta. Osakue, infatti, aveva denunciato nel 2018 i messaggi ricevuti sui social network ricchi di razzismo ingiustificato nei suoi confronti. 

Insulti razzisti a Daisy Osakue, la procura chiede l’archiviazione

La notizia arriva dal Palazzo di Giustizia. Ricordiamo, per chi non avesse seguito la vicenda, che il caso di Osakue ha inizio a luglio 2018 quando l’altleta fu aggredita improvissamente per le strade di Moncalieri, in provincia di Torino con delle uova  lanciate da alcuni ragazzi in una Fiat Doblò, che sfrecciava a tutta velocità. Le ferite che Daisy riportò, tra cui la tempia danneggiata ed una lesione alla cornea sinistra, hanno rischiato di mettere a repentaglio la sua carriera sportiva. 

Daisy Osakue dopo l'aggressione del 2018

Insulti razzisti a Daisy Osakue, la procura chiede l’archiviazione: “Devi tornartene al tuo Paese”

Non si concluse lì la vicenda: iniziarono ad arrivare messaggi sui social, nei quali la giovane era presa di mira senza alcun motivo, eccone alcuni esempi: “Devi tornartene al tuo Paese”, “non meriti di indossare la maglia azzurra”, “non sei italiana”.

In merito alla faccenda l’altleta della Nazionale azzura si sfogò dicendo:

Mi sono stufata delle minacce di morte a me e alla mia famiglia, semplicemente perché ho fatto notare che dei cretini mi hanno lesionato la cornea creando un edema che ha fatto calare la vista di 5 decimi nell’occhio sinistro. Si dimenticano tutti che italiana lo sono anche io. Secondo queste persone sarei dovuta stare zitta e incassare il colpo di un gruppo di cretini senza dire nulla?”.

Insulti razzisti a Daisy Osakue, la procura chiede l’archiviazione: nessuno verrà punito per l’aggressione

Ma come mai la Procura ha chiesto l’archivizione? Sembra che tutto sia legato alla difficoltà di identificare gli autori di questi messaggi. Insomma, si riconosce senza dubbio l’atto razzista che si manifesta nei messaggi sopra riportati, ma non riuscendo a risalire ai colpevoli, in quanto Facebook non fornisce i dati alla polizia, necessariamente bisognerà accantonare la faccenda. Osakue non avrà, quindi, giustizia. Nessuno pagherà per le violenze che ha subito, sia fisiche che psicologiche. 

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