Dalla festa all’eccesso: in 70 all’ospedale - Notizie.it
Dalla festa all’eccesso: in 70 all’ospedale
Genova

Dalla festa all’eccesso: in 70 all’ospedale

null. L’altra ha il ghigno instupidito di chi non riesce a tenersi fuori dai guai: dall’eccesso alcolico, dalle risse, dai trasferimenti al pronto soccorso, dalla noncuranza per ciò che è la civile convivenza. Con il risultato che i suoi guai diventano i guai di tutti.
Con un bilancio come quello stilato ieri mattina – 70 accessi al pronto soccorso e 48 ricoveri per etilismo acuto – considerare entrambe le versioni della festa è faticoso. La città è andata a dormire in un lago di vomito e pipì, che la nettezza urbana ha rimosso iniziando la pulizia alle 5 del mattino, e si è svegliata con qualche traccia ancora vivida e maleodorante. Mentre gli hawaiani si godevano il riposo, i commercianti imprecavano all’indirizzo loro e degli organizzatori. Così la loro reazione è stata una sola: aboliamo la festa.
«È l’ora di finirla» sbotta Massimo Nicolini, titolare dell’hotel e ristorante Mira a cui un ragazzo, attorno alle 2 del mattino, ha sfasciato la vetrina della veranda: «Il ristorante era chiuso – racconta – ma questo ha dato in escandescenze e ha spaccato la vetrata, peraltro ferendosi a un braccio».

Sarà denunciato. Però quel gesto allunga l’ombra del rischio vandalismo su tutta la festa. «Abbiamo trovato le vetrine del negozio tutte imbrattate di vomito – riferiscono alcune commercianti del centro -. Ormai la festa è diventata un rave legalizzato».
Che sia una minoranza colpevole a rovinare la serata che ha portato a Sestri Levante dalle 20 alle 30 mila persone non basta a smorzare i toni e la posizione è netta: così com’è organizzata non funziona. Si salvano gli intrattenimenti del pomeriggio per i bambini e la prima parte della serata, quando il clima era ancora disteso. Il resto è «orda di barbari».
«Abbiamo due alternative – afferma Giacomo Rossignotti, capogruppo di Segesta domani – o si cambia registro o si sposta la festa a turno nelle frazioni: alla seconda edizione viene abolita. Non è giusto che tutta la città paghi le nefandezze di pochi sballati e se mancano le idee per gestirla, allora tanto meglio non farla». Secondo Rossignotti, la festa hawaiana con le forze dell’ordine all’uscita dell’autostrada, il lerciume spalmato nel centro storico, è un cattivo biglietto da visita.

Meglio sostituirla con altre iniziative per i giovani. «La città ha bisogno di gente che spenda soldi, non che porti spazzatura».
I soldi, martedì sera, sono girati nei bar e ristoranti. Che avevano ingaggiato ciascuno il proprio servizio d’ordine, aggiuntivo ai vigili urbani e alla polizia in borghese e non. Sulla loro efficacia la città si interrogava: che servono tanti militari in assetto antisommossa se i giovani scorrazzano con zaini e carrelli carichi di bottiglie? Se le risse scoppiano comunque? Se la funzione di deterrente non regge? «Le manda la questura – risponde il sindaco Lavarello – ed è meglio che ci siano piuttosto che il contrario».
Per il coordinatore provinciale del Pdl, Roberto Levaggi, la serata hawaiana di martedì va stigmatizzata: «Sarebbe opportuno che il Comune studiasse incentivi per riaprire la Piscina dei Castelli per dare continuità alla festa e non ridurla in una serata di solo eccesso – dice -. Così com’è sviluppata attira solo chi vuole trasgredire».

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