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Danimarca, approvata la legge che vieta il burqa e il niqab

Previste aspre sanzioni per chi violerà il "divieto burqa": l'infrazione è punibile con una multa dai 130 ai 10mila euro per chi è recidivo.

Legge anti burqa
Legge anti burqa

Il Parlamento di Copenaghen ha deliberato l’approvazione della legge nota nel paese sotto il nome di “divieto burqa“. La direttiva, proposta dalla coalizione di centrodestra, è stata accolta dal voto favorevole di 75 parlamentari contro 30 (nell’assemblea in 74 erano assenti). “Non è un divieto sugli abiti religiosi, ma una contromisura per i camuffamenti” queste le parole del portavoce del Partito liberale al momento della proposta di legge. A sostegno della nuova normativa si è schierato anche il gruppo dei socialdemocratici (il più grande partito politico della Danimarca).

La legge anti burqa

Dopo Francia, Austria e Belgio anche la Danimarca entra di diritto nel registro dei paesi europei che hanno introdotto il veto sul burqa. Dura la replica delle Organizzazioni non governative sull’approvazione della legge che entrerà in vigore nell’agosto 2018.

Gli attivisti tuonano “Non è una norma necessaria ne proporzionata”. Amnesty International attraverso le dichiarazioni di Gabri van Gulik, direttore europeo dell’organizzazione, ha posto l’accento sulla questione della violazione dei diritti umani “Tutte le donne dovrebbero essere libere di indossare i vestiti che esprimono la loro identità e la loro fede. Questo divieto avrà un impatto negativo sulle donne di fede musulmana che solitamente scelgono di indossare il niqab o il burqa. Questa legge le criminalizza“.

Le restrizioni ammissibili secondo le Ong sono quelle che in via esclusiva garantiscono la sicurezza e la corretta identificazione delle donne in contesti dove il riconoscimento è prioritario al fine di prevenire danni, pericoli o rischi. Il Parlamento danese nell’iter di approvazione della normativa ha modificato il testo del disegno legge eliminando la voce che prevedeva la pena detentiva per chi commette l’illecito.

Il governo ha tenuto a specificare che questo provvedimento non rappresenta e non deve essere considerato come una direttiva contro uno specifico credo religioso: la legge infatti non vieta in alcun modo di indossare turbanti, veli o copricapi tradizionali della religione ebraica. Le sanzioni previste per chi commetterà reato sono considerevoli: la multa per la prima infrazione è stimata attorno alle mille corone (circa 130 euro), per i recidivi invece l’ammenda potrà ammontare a 10mila corone (circa 13mila euro).

Nato a Lecce, classe '94, laureato in Comunicazione all'Università degli studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha lavorato per Sportal.it, PremiumsportHD e ha scritto sul blog de Il Fatto Quotidiano.


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Francesco Leone

Nato a Lecce, classe '94, laureato in Comunicazione all'Università degli studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha lavorato per Sportal.it, PremiumsportHD e ha scritto sul blog de Il Fatto Quotidiano.

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