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Dati settimanali Covid, +163% di casi positivi: quattro regioni rischiano la zona arancione

La variante Omicron fa aumentare i contagi del +163% mentre i ricoveri incrementano in maniera meno sostenuta: i dati settimanali Covid.

dati settimanali covid

I dati settimanali calcolati nel periodo compreso tra il 27 dicembre e il 2 gennaio 2021 evidenziano una massiccia crescita dei contagi in Italia, che in sette giorni sono aumentati del 163%. Complice la diffusione della variante Omicron, più contagiosa delle altre, ma anche il boom di tamponi effettuati a causa delle feste, i nuovi casi riscontrati sono stati pari a 680.688 contro i 258.143 registrati nella settimana precedente.

Dati settimanali Covid

La situazione epidemiologica non è omogenea in tutto il territorio nazionale. A fronte di territori che non hanno nemmeno raddoppiato i contagi, alcune regioni li hanno invece quadruplicati. Questi gli aumenti registrati:

  • Abruzzo +352,3%
  • Basilicata +187,8%
  • Calabria +106,9
  • Campania +209,3%
  • Emilia-Romagna +161%
  • Friuli Venezia Giulia +108,6%
  • Lazio +127,2%
  • Liguria +52,5%
  • Lombardia +169,4%
  • Marche +83,7%
  • Molise +373,2%
  • Provincia di Bolzano +83,5%
  • Provincia di Trento +192,5%
  • Piemonte +148,1%
  • Puglia +245,2%
  • Sardegna +128,6%
  • Sicilia +135%
  • Toscana +305,4%
  • Umbria +252,9%
  • Valle d’Aosta +147,8%
  • Veneto +93,5%

Accanto all’aumento delle infezioni diagnosticate, in diverse regioni hanno visto un sensibile incremento anche i ricoveri tanto da far temere l’introduzione della zona arancione.

I dati peggiori al momento li hanno la Liguria (20,8% di terapia intensive e 28,9% di aree mediche occupate), che con ogni probabilità cambierà colore dal 10 gennaio, le Marche (con percentuali rispettivamente del 23,9% e 22,8%), la Provincia di Trento (24,4% e 22,1%) e la Calabria (16,6% e 29,7%).

Dati settimanali Covid: i ricoveri

A livello nazionale i posti letto occupati in degenza ordinaria sono 13.075 (+26.8% rispetto alla settimana precedente) mentre quelli in rianimazione 1.139 (+21,1%).

Si tratta comunque di numeri distanti da quelli registrati nei momenti più duri della pandemia quando, pur con molti meno contagi diagnosticati, si erano raggiunti i 38 mila pazienti in area medica e i 4 mila in terapia intensiva.

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