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Dato per morto e fatto il funerale, il soldato riappare
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Dato per morto e fatto il funerale, il soldato riappare

Tutti pensavano che fosse morto sul campo di battaglia e avevano provveduto ad un funerale, seppure senza salma. Ma il soldato Luigi Erbici non era affatto deceduto durante la Grande Guerra. Anzi, un bel giorno decide di tornare nel suo paese natio, Mezzane, e chiunque lo vede si spaventa e ovviamente pensa ad un fantasma!

Questa storia verrà presentata oggi, alle 20.30, in Villa Maffei, sede del comune di Mezzane, insieme ad un lavoro di ricerca che racconta le vicende di altri mezzanesi caduti durante la Grande Guerra.

Luigi Erbici, che però tutti chiamavano Giovanni, era nato nel 1879. Allo scoppio della guerra parte per il fronte e lascia il figlio Tarcisio alla nonna (lui era rimasto vedovo). Sul fronte Luigi stringe amicizia con un soldato che era quasi un suo omonimo, visto che si chiamava Luigi Erbisti. In un assalto alle trincee Luigi Erbisti muore, e il capitano Giacomo Barocchi, credendo si tratti di Luigi Erbici, invia un telegramma al Sindaco di Mezzane comunicandone la (falsa) morte.

Il sindaco di Mezzane, tra l’altro, era anche zio di Luigi.

Nonostante non fu possibile recuperare il corpo, il funerale fu celebrato lo stesso in paese. Intanto il capitano, appena resosi conto dell’errore, aveva inviato un altro telegramma nel quale spiegava l’equivoco. Inoltre diede una licenza a Luigi (Giovanni) senza spiegargli perché.

L’uomo ne approfitta per andare a Verona, e qui si ferma presso l’osteria di una compaesana, Maria, che aveva partecipato alle sue esequie tempo prima. La donna, appena vede arrivare Luigi, prende uno spavento e urla: “Aiuto, un fantasma!”.

Dopo i primi momenti di sconvolgimento, la verità fece capolino. Il parroco del paese provvede ad avvisare la madre e il figlio dell’arrivo in paese del soldato Luigi, che finalmente potè riabbracciare i suoi cari.

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