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Datore di lavoro impone ai collaboratori di prendere bonus di 600 euro: “Decurtiamo dallo stipendio”

Il bonus di 600 euro per le partite Iva e la richiesta del datore di lavoro: la denuncia di una pagina Instagram e il commento dei diretti interessati.

Bonus 600 per partite Iva

Una pagina Instagram ha pubblicato alcune segnalazioni in merito al bonus di 600 euro per chi ha la partita Iva e la decurtazione della stessa cifra dalla fattura di uno studio di architettura. La notizia è stata riportata da Open che ha spiegato i dettagli e chiesto a entrambe le parti cosa sia accaduto.

Bonus 600 euro per partite Iva, la vicenda  

La pagina Instagramriodine-degli-architetti” ha segnalato presunti episodi di sfruttamento di giovani professionisti che lavorano nel mondo dell’architettura. Una vicenda riguarda lo studio Piuarch e un episodio risalente a marzo 2020. All’epoca lo studio propose “di accedere al bonus di 600 euro per le partite Iva, così da contribuire alla difficoltà economiche“. Una decurtazione dalla fattura per evitare “la riduzione dell’organico” causato dal Covid.

Bonus 600 europ per partite Iva, la polemica 

A tal proposito avrebbe scritto invece di recente la pagina Instagram “riordine_degli_architetti”. “Vergognosa è anche l’attitudine e la minaccia di sottofondo che si percepisce quando si parla di situazione difficile, non c’è lavoro per tutti oppure non vogliamo ridurre l’organico. Questo dimostra come le finte partite iva vengano sfruttate senza nessun potere contrattuale“.

Bonus 600 euro per partite Iva, la versione dello studio 

Chiara Gibertini e Gianni Mollo, rispettivamente Business Development Manager e Project Leader Engineer dello studio Picuarch, hanno parlato a Open per offrire la propria versione dei fatti. “Siamo orgogliosi di essere ancora qui, tutti insieme, e non aver lasciato indietro nessuno dei nostri collaboratori. Il periodo era difficile, come studio avevamo quasi tutti i progetti in stand-by. In quel contesto, avevamo davanti poche scelte. O interrompere delle collaborazioni, o chiedere un minimo sacrificio a tutti.

Ricordo che successe nel mezzo del primo lockdown“. Entrambi hanno parlato di un’iniziativa “volontaria con la riduzione della fattura, pari a 600 euro, per un solo mese“.

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