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Decreto sostegni bis, la bozza in Cdm: previsti 14 miliardi per nuovi ristori, tutte le novità

Terminata la stesura della bozza, il Decreto Sostegni bis è pronto per la discussione in Consiglio dei Ministri: le misure previste.

Decreto sostegni bis bozza

La bozza del Decreto Sostegni bis è pronta per essere discussa in Consiglio dei Ministri già in settimana, anche se non è ancora stata fissata alcuna data. Il testo, composto da quarantotto articoli, oltre a comprendere misure a sostegno delle attività colpite dalle chiusure, contiene regole per lo smart woking e il rinvio della plastic tax.

Decreto Sostegni bis: la bozza

Il provvedimento destina circa 14 miliardi ai contributi a fondo perduto per le imprese che potranno essere richieste in due modi. Le perdite, che varranno per tutte le aziende dopo il superamento dei codici Ateco, potranno infatti essere calcolate su due periodi. In particolare si potrà scegliere se confrontare il fatturato del 2019 con quello del 2020 oppure il fatturato del periodo che va dall’1 aprile 2020 al 31 marzo 2021 con quello dello stesso lasso di tempo dell’anno precedente (1 aprile 2019-31 marzo 2020).

Oltre agli aiuti per le impese, il decreto contiene il rinvio della plastic tax a gennaio 2022 e un fondo da 600 milioni di euro che consentirà ai Comuni di ridurre la Tari per le aziende chiuse a causa delle restrizioni. Sempre nell’ottica di sostenere le aziende, è previsto uno sgravio per altri 5 mesi sugli affitti con un fondo per finanziarlo che vale 2 miliardi e mezzo. Per le società sportive, professionistiche o dilettantistiche, il governo ha stanziato 61 milioni di euro per rimborsarle dei costi sostenuti per i tamponi.

Prorogato inoltre il reddito di emergenza, che verrà riconosciuto anche a giugno e luglio.

Decreto Sostegni bis, la bozza: giovani e genitori separati

Tra le altre novità contenute nel Decreto Sostegni bis vi è la proroga dello smart working nel settore privato fino a fine settembre. Ma anche aiuti per chi ha meno di 36 anni e compra una prima casa: gli interessati potranno accedere al fondo di garanzia sui mutui per la prima casa non pagando imposta di registro, imposta ipotecaria e quella catastale e dimezzando i costi del notaio.

Per quanto riguarda i genitori separati, un emendamento approvato dalle Commissioni prevede la messa a disposizione, nell’anno corrente, di un fondo da 10 milioni. In questo modo una parte o il totale dell’intero assegno sarà erogato agli aventi diritto fino ad un massimo di 800 euro al mese. Ancora non sono note le modalità di erogazione né i requisiti precisi per poter usufruire dell’incentivo. Sarà lo stesso Premier in collaborazione con il ministro dell’Economia ad emanare un decreto ad hoc per chiarire.

Decreto Sostegni bis, la bozza: investimenti per le startup

Favoriti infine gli investimenti nelle startup e piccole e medie imprese innovative. Tra gli incentivi il non pagamento dell’imposta al 26% sulle plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni fino al 2025 a patto che siano reinvestite in aziende simili o possedute per tre anni.

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