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Delitto di Grumello, arrestato l’ex della figlia di Anselmo Campa

Dopo ore di interrogatorio, l'ex fidanzato della figlia di Anselmo Ciampa ha confessato il delitto dell'imprenditore di Grumello del Monte.

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Risvolti significativi per quanto riguarda il delitto di Anselmo Campa, l’imprenditore ucciso a Grumello del Monte: l’ex fidanzato della figlia si è costituito e indicato ai Carabinieri il luogo dell’arma usata per l’omicidio.

Delitto di Grumello, arrestato l’ex della figlia dell’imprenditire bergamasco

Giungono risvolti importanti sul delitto dell’imprenditore di Grumello del Monte (Bergamo), Anselmo Campa: l’ex della figlia ha confessato l’omicidio e indicato ai carabinieri il luogo esatto dove ritrovare il martello usato per ucciderlo.

Si tratta di Luca El Maccaoui, 22enne di Castel di Calepio di origini marocchine che in passato aveva avuto una relazione con la figlia maggiore di Campa.

Già dal primo soppralluogo gli inquirenti avevano ristretto le indagini alla cerchia dei familiari e degli amici, dato che nell’appartamento non era stato rubato nulla e non si erano riscontrati segni di effrazione.

Dopo aver visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza sparse nel paese e dopo aver sentito le versioni di amici e parenti l’attensione si era spostata proprio sul 22enne , l’unico con un forte movente.

La confessione

Sempre secondo quanto raccontato dalla cerchia di familiari e amici, tra Campa e il ragazzo non scorreva buon sangue, ma non centrerebbe la relazione con la figlia.

L’imprenditore bergamasco avrebbe prestato al ragazzo un auto che però dopo aver venduto non sarebbe più riuscito a recuperare.

Da qui sarebbe nato lo scontro tra i due, ma ancora non è chiaro se si possa certificare come movente del delitto.

Gli inquirenti hanno deciso di dare valore all’incongruenza riscontrata nelle diverse testimonianze rilasciate dal giovane marocchino.

Sentito per ore, infatti, avrebbe dato diverse versioni sui suoi spostamenti verso casa e il posto di lavoro. Sfinito, alla fine il 22enne ha confessato l’omicidio e indicati proprio ai Carabinieri di cercare l’arma del delitto in una zona boschiva sulle sponde del fiume Oglio.

I Carabinieri hanno ritrovato il martello usato per colpire Anselmo Campa, oltre ai vestiti con ancora evidenti tracce di sangue della vittima.

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