Delrio: "Salvini tolga a me la scorta e la lasci a Saviano"
Delrio: “Salvini tolga a me la scorta e la lasci a Saviano”
Politica

Delrio: “Salvini tolga a me la scorta e la lasci a Saviano”

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Le parole del Ministro dell'Interno sulla scorta di Roberto Saviano hanno suscitato le dure reazioni di buona parte dell'opposizione.

Dure le reazioni, provenienti soprattutto dall’area del centrosinistra, alla frase del ministro dell’Interno Matteo Salvini circa la possibilità di revocare la scorta di Roberto Saviano. Lo scrittore campano, autore del best seller Gomorra, vive sotto protezione dal 2006, quando ha denunciato pubblicamente esponenti del clan camorristico dei casalesi durante una manifestazione a favore della legalità a Casal di Principe. Ospite della trasmissione televisiva di Rai 3 Agorà, Salvini parla dello scrittore, molto critico verso le scelte del ministro, e afferma che “saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché a me sembra che passi molto tempo all’estero (…). E’ giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi”. Le parole suscitano subito immediate critiche, tanto che Salvini stesso specifica, durante una visita a Ostia, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che “non sono io a decidere sulle scorte, ci sono organismi preposti”. Nicola Zingaretti ha poi commentato: “Oggi a Ostia abbiamo aperto, nell’ex bisca degli Spada, un centro culturale per il quartiere.

Alla Romanina stiamo restituendo ai cittadini due ville sequestrate ai Casamonica. Il mio pensiero va a chi combatte le mafie, sono vicino a Saviano”. Dura la replica di Roberto Saviano verso il ministro dell’Interno: “Ho la scorta da quando ho ventisei anni, ma pensi di minacciarmi, di intimidirmi? Ho più paura a vivere così che a morire così” afferma lo scrittore in un video pubblicato su Facebook e Twitter. Il Movimento Cinque Stelle non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla polemica ma, nella serata del 21 giugno, Roberto Fico ha rotto il silenzio: “L’Italia è il paese che ha nel suo ventre tre fra le più grandi organizzazioni criminali internazionali- scrive il Presidente della Camera su Facebook- Tutti i cittadini, gli imprenditori e gli intellettuali che hanno avuto il coraggio di denunciare e di opporsi alla criminalità organizzata devono essere protetti dallo Stato”.

Le reazioni nel PD

Il Partito Democratico ha reagito severamente alla frase di Matteo Salvini, condannando con fermezza l’ipotesi che possa essere messa in discussione la scorta data a Roberto Saviano.

“Salvini tolga a me la scorta, ma la lasci a Saviano” afferma Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera. Il suo predecessore, Ettore Rosato, afferma che le parole del segretario della Lega sono “minacce inaccettabili per un uomo che ha contribuito a far luce su un sistema criminale pervasivo e pericoloso. Salvini continua a interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali”. Marco Minniti, ministro dell’Interno del governo Gentiloni, ha ricordato che “le scorte non si assegnano né si tolgono in tv. Questi dispositivi di sicurezza per la protezione delle persone esposte a particolari situazioni di rischio seguono delle procedure rigorose e trasparenti, che coinvolgono vari livelli istituzionali, e sono state rafforzate dopo l’omicidio Biagi (giuslavorista assassinato dalle Nuove Brigate Rosse nel 2012, ndr)”.

“La scorta non è un privilegio”

Oltre al Partito Democratico, si registrano severe prese di posizione da parte di altri esponenti politici; le condanne sono state espresse, nella maggior parte dei casi, tramite i social network.

“Immagino che stamani i Casalesi abbiano applaudito a scena aperta dopo le parole del ministro dell’Interno– scrive Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana- Le scorte, gentile Salvini, magari si tolgono a chi si fa i selfie con gli amici dei boss”. Anche Giuseppe (Pippo) Civati ha commentato usando Twitter: “Pessimo, violento, pericoloso: un ministro dell’Interno che gioca sporco”. Pietro Grasso, presidente di Liberi e Uguali ed ex Procuratore Nazionale Antimafia, replica: “Dobbiamo scegliere da che parte stare. Salvini vuol far capire a Saviano di stare zitto, altrimenti può intervenire per lasciarlo senza protezione contro la camorra, facendo passare l’idea che avere la scorta sia un privilegio e un costo, non una necessità che limita la libertà. Non vogliamo altri Pippo Fava, Peppino Impastato, Mario Francese”. Angelo Bonelli dei Verdi ravvisa, nelle parole del segretario del Carroccio, quasi un atto intimidatorio e dichiara che “le critiche dello scrittore infastidiscono il governo e Salvini, come nei regimi autoritari, lancia gravissimi messaggi per zittirlo”.

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