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Denise Pipitone, l’ex pm Maria Angioni rischia il processo: chiusa l’indagine su di lei

L'ex pm Maria Angoini rischia il processo per false dichiarazioni a Pubblico Ministero: la magistratura ha concluso le indagini.

Pm Angoini indagine

La Procura di Marsala ha concluso l’indagine su Maria Angoini, l’ex pm che indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone: accusata di false dichiarazioni, ora rischia di dover andare a processo.

Ex pm Angioini: indagine chiusa

Alla base dell’inchiesta vi sono alcune affermazioni fatte dalla donna nelle ultime settimane.

In particolare quest’ultima aveva denunciato tentativi di depistaggio, connivenze e falle gravissime nelle indagini sulla sparizione della piccola da lei condotte 17 anni fa.

Parole a seguito delle quali i magistrati della Procura di Marsala l’avevano invitata a comparire con l’informazione di garanzia. Davanti a loro la Angoini avrebbe confermato le tesi proferite in tv, vale a dire che Denise è viva e ha addirittura una figlia. Le circostanze da lei riferite non però hanno trovato riscontro, motivo per cui la magistratura ha aperto un’indagine per false diichiarazioni a Pubblico Ministero.

A quel punto l’ex pm ha rivelato di aver fatto un esposto al Csm contro i colleghi di Marsala.

A chi le ha chiesto perché abbia deciso di parlare soltanto ora, la donna ha risposto che io adesso penso di potermelo permettere, però ci sono dei momenti in cui un magistrato è più giovane in cui certe reazioni possono essere molto più pesanti”.

Ex pm Angioini, indagine chiusa: le sue dichiarazioni

Durante la puntata di Storie Italiane del 14 giugno, la donna aveva dichiarato di essere certa che la bimba scomparsa in Sicilia nel 2004 fosse viva e madre. Inoltre aveva spiegato di averla individuata e che sarebbe stata rapita da due gruppi, “i buoni e i cattivi“. Frasi che avevano provocato la forte reazione della madre Piera Maggio: “Non è bello sentirmi dire davanti alla tv che Denise è mamma“.

Ex pm Angioini, indagine chiusa: la denuncia ai colleghi

L’ex pm aveva chiarito direttamente sulla sua pagina Facebook quanto successo. “Poiché, come avevo previsto, la notizia del mio interrogatorio di garanzia è uscita immediatamente dopo l’attività svolta presso la Procura della Repubblica di Marsala, per tranquillizzare gli amici spiego“, aveva iniziato chiarendo che la magistratura le aveva contestato la mancanza di prova documentale di due dichiarazioni fatte tra aprile e maggio 2021.

Ha dunque svolto, col suo avvocato Stefano Pellegrino, una difesa tecnica. Nel frattempo, già il 13 maggio e poi il 19 giugno ha inviato due esposti al Csm denunciando i colleghi.

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