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Dentista di ippopotami cura gli animali infilandosi nelle mandibole

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Gli ippopotami possono essere animali molto aggressivi, ma questo dentista sembra non avere paura di entrare nelle sue mortali mandibole.

dentista di ippopotami

Gli ippopotami possono essere animali molto aggressivi. Ma a questo dentista di ippopotami sembra non importare molto e non si fa problemi a entrare tra le loro mortali mandibole pur di curarli.

Come lavora un dentista di ippopotami

Gli ippopotami sono animali erbivori, ovvero si cibano prevalentemente di piante e frutta. Ciò nonostante, vengono universalmente considerati tra gli animali più pericolosi d’Africa. Questi giganteschi mammiferi possono, infatti, risultare molto aggressivi anche verso gli esseri umani e addirittura attaccare senza nemmeno essere stati provocati. Possono colpire l’uomo che si trova su una barca o sulla terraferma. Secondo uno studio condotto da Mother Nature Network, ogni anno, soltanto in Africa, ben 2.900 persone vengono uccise da questi animali.

L’ippopotamo ha una serie spaventosa di denti e, con essi, può stringere una persona tra le sue mandibole con una certa facilità. Inutile cercare di scappare. Gli ippopotami possono apparire piuttosto grassi e goffi ma sono molto più veloci dell’uomo.

Eppure c’è un dentista che pare non temere di essere ucciso da questi ippopotami nello svolgimento del proprio lavoro. Un lavoro che, per essere portato a termine, necessita, ovviamente, che venga infilato un braccio dritto nella loro bocca.

Come poter curare i denti senza che il “paziente” spalanchi le sue fauci?

Seppur possa venir considerato da molti pazzo, in realtà, non lo è. Perchè è il veterinario di uno zoo. L’uomo, infatti, effettua controlli regolari ai denti degli ippopotami ed è molto sicuro di ciò che fa. Non potrebbe essere altrimenti.

Qualche curiosità sugli ippopotami

L’ippopotamo è lungo dai 3,30 ai 3,75 m ed è alto circa 1,50 m. Il suo peso va da 1,4 a 3 tonnellate. La Valle del Nilo ospita ancora gli ippopotami ma, ormai, non si spingono oltre il Sudan. L’ultimo esemplare egiziano è stato ucciso nel 1816. Oggi, essi si trovano principalmente in buona parte dell’Africa come in Kenia, Uganda, Swaziland e nella Repubblica Sudafricana. Nei territori interni, l’ippopotamo può vivere fino a 2000 metri di altitudine, perchè sopporta bene le temperature che scendono fino quasi a 0 °C verso il mattino, durante la stagione secca.

L’abitudine dell’ippopotamo di strappare l’erba raso al suolo, all’interno delle sue zone di pascolo, è utile per evitare gli incendi della savana, in un raggio di 3 km lungo le sponde dei corsi d’acqua. Gli ippopotami sono erbivori e tra i più aggressivi. Superano, infatti, persino i ferocissimi bufali africani ed è successo che avessero persino messo in fuga elefanti e rinoceronti. In acqua, addirittura, questo mammifero è ancora più veloce e letale. Negli anni ’60, alle foci del fiume Santa Lucia, in Sudafrica, un esemplare uccise uno squalo Mako che lo aveva attaccato.

Ciò nonostante, l’ippopotamo può vivere tranquillamente nelle vicinanze dell’uomo. Ma l’impennata demografica e il bisogno di terre coltivabili hanno provocato, in Africa, l’uccisione di moltissimi di essi. In alcune regioni, però, gli agricoltori riescono a tenere lontano questi voraci erbivori con metodi non violenti. Ad esempio, i Tonga. Questi collocano, intorno ai campi coltivati, dei recinti costruiti con corde alle quali attaccano scatole piene di sassolini. Quando un guardiano vede un ippopotamo avvicinarsi, scuote la corda: le vibrazioni si propagano, le scatole dondolano, i sassolini tintinnano e gli ippopotami scompaiono.

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