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Desirée: la vittima 14enne del “branco di Leno”

La vicenda dell’omicidio di Desirèe Piovanelli, la 14enne di Leno, in provincia di Brescia, uccisa il 28 settembre 2002 dopo un tentato stupro di gruppo da parte di 3 minorenni e di un 35enne.

La vittima
Desirèe Piovanelli

L’omicidio

La vittima

Il 28 settembre prossimo saranno trascorsi 15 anni dal tentato stupro di gruppo e dall’omicidio – oggi si direbbe femminicidio di Desirèe Piovanelli, consumatisi in una cascina diroccata e abbandonata di Leno, in provincia di Brescia. Si è trattato di uno dei delitti che, per la sua crudeltà, hanno scioccato l’Italia. Desirèe era una ragazzina di 14 anni, studentessa al liceo scientifico, attirata da chi le voleva fare del male nella cosiddetta Cascina Ermengarda, vicino a casa sua, con il pretesto di mostrarle dei gattini appena nati – la 14enne infatti amava molto gli animali e in particolare i gatti -.

Il luogo del delitto e la vittima

Invece in quel luogo avrebbero abusato di lei tre adolescenti e un adulto: i due sedicenni Nicola B. – colui che aveva comprato il coltello e ucciso Desirèe – e Nicola (Nico) V., entrambi muratori, lo studente Mattia F., coetaneo della vittima, e un maggiorenne, Giovanni Erra, 35 anni, che proprio in quella cascina nascondeva droga.

Arrestato

Lui, sposato e padre di un bambino di 8 anni ma ancora profondamente immaturo, sarebbe stato scoperto più tardi e condannato a 30 anni di reclusione, mentre gli altri tre rispettivamente a 18, 15 e 10 anni – il minore del branco – con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

Condannato a 30 anni

I tre minorenni erano inizialmente finiti al carcere minorile Beccaria di Milano. L’avvocato Cesare Gualazzini, legale della famiglia Piovanelli, ha ricordato: “Dopo tanti anni di esercizio della professione, dopo aver visto quella scena – il cadavere legato e martoriato di Desirèe – confesso di non aver dormito, quella notte. Scene come quella non si vedono neanche in guerra”. Nel 2013 è giunta notizia che sono usciti dal carcere due degli esecutori più giovani del crimine.

Un film sulla vicenda

Tre anni fa un ex studente all’Istituto Cinematografico “Michelangelo Antonioni” di Busto Arsizio (Varese), Matteo Belcastro, ha realizzato un film sulla tragedia di Desy, presentandolo in sede di diploma.

Il giovane regista

Aveva fatto il volontario al Beccaria, dove aveva conosciuto uno dei carnefici della ragazzina e gli è venuta voglia di raccontare l’atroce episodio. I nomi dei protagonisti cambiano, la storia è sfumata e vista proprio con gli occhi di uno dei responsabili del delitto che a Leno non si può dimenticare, anche se il portone della Cascina Ermengarda è nel frattempo stato restaurato, come segno che la vita deve pur continuare.

Nessuno ha chiesto scusa alla famiglia di Desirèe

Il rammarico espresso dal padre di Desirèe, Maurizio Piovanelli (foto), è che nessuno, né i responsabili della tentata violenza sessuale e del delitto di sua figlia né i loro familiari, abbiano contattato i genitori della vittima per chiedere scusa: “Fa molto male”, aveva detto in un’intervista a Studio Aperto il signor Piovanelli.


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