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Detenuto si finge un produttore miliardario e mette in atto una truffa da 11 milioni di dollari

Arthur Cofield

Detenuto si finge un produttore miliardario e mette in atto una truffa da 11 milioni di dollari, converte il bottino in oro e si compra una villa

Dalla Georgia arriva la vicenda di un detenuto che si finge un produttore miliardario e mette in atto una truffa da 11 milioni di dollari: da un carcere di massima sicurezza degli Usa Arthur Cofield ha convinto una banca a dargli un capitale semplicemente con una telefonata.

Ma come ha fatto? Il 31enne, che sconta nella contea di Butts una condanna a 14 anni per rapina a mano armata, ha saputo convincere i suoi interlocutori di essere un riccone del mondo del cinema e con i soldi versati si è anche comprato una villa faraonica. 

Detenuto si finge un produttore miliardario

Tutto questo da un carcere Usa con gli agenti armai sulle garitte? Si. La vicenda è emersa dopo che lo stesso Colfied aveva presentato istanza alla Corte distrettuale della Georgia per opporsi alla perquisizione da parte degli agenti federali nella sua cella, lo scorso 10 giugno 2020.

E cosa era emerso dalla stessa? Un semplice “cellulare di contrabbando”, roba con cui la più parte dei detenuti al limite si fa portare droga in carcere o tiene le fila di clan. Il 31enne invece ha usato quel cellulare per chiamare la Charles Schwab Corporation e farle trasferire 11 milioni di dollari su un conto bancario privato dell’Idaho il 9 giugno 2020 . 

“Sidney Kimmel”, il riccone mai esistito

L’uomo si è dato un nome, Sidney Kimmel, un’identità, produttore straricco, ed una storia per cui aveva depositato su un conto Schwab parte del suo patrimonio. E le prove della sua identità? Un modulo di identificazione contraffatto, con tanto di fotografia della patente di Kimmel, tutta roba fatta fare da due suoi complici all’esterno. A quel punto è stato facile: “Kimmel” ha fatto trasferire i soldi su un conto della “Zios Bank” in Idaho e il 13 giugno 2020 Cofield avrebbe “proceduto all’acquisto di oltre 6mila monete d’oro massiccio da Money Metals Exchange”, tramite i soldi appena rubati, per camuffare il flusso di denaro

Due complici e tante monete d’oro

Uno dei complici ha preso le monete in consegna e Cofield ha utilizzato parte dei soldi per comparsi un villone da 4,4 milioni di dollari nello stato. Inutile dire che poi la truffa è stata scoperta e che l’uomo è finito di nuovo a processo. Il tribunale di Atlanta ha spiegato che Cofield si sarebbe servito dell’applicazione “TextNow”, che rende irrintracciabile il luogo da cui è partita la telefonata, per contattare istituti di credito e complici.